Come scegliere un gel di aloe vera
Il primo dato da guardare è la percentuale di aloe. Un gel che si presenta come "puro" dovrebbe dichiararne almeno il 95%, e nella lista ingredienti (INCI) l'aloe deve comparire per prima, con il nome Aloe Barbadensis Leaf Juice o Aloe Barbadensis Leaf Extract. Se in cima alla lista c'è "Aqua", l'aloe è stata diluita: non è per forza un difetto, ma non è un gel puro.
Il gel liquido della foglia non ha consistenza: per renderlo spalmabile si aggiungono addensanti (gomma xantana, carbomer) e conservanti, che servono a evitare muffe e batteri. Quello che conviene evitare, soprattutto su pelli sensibili o arrossate dal sole, sono profumo e alcol in posizione alta nella lista. I gel con acido ialuronico, pantenolo o vitamina E non sono "meno puri": sono pensati per idratare di più.
Gel puro o dermogel?
Il gel puro è il più versatile: lo usi sul viso come idratante leggero, sul corpo dopo il sole, sui capelli come anticrespo, dopo la depilazione. I dermogel, con una parte di aloe più bassa e altri attivi, sono più cosmetici e di solito più gradevoli da stendere. Per i rimedi casalinghi del nostro glossario dalla A alla Z consigliamo un gel ad alta percentuale e senza profumo.
Un truccoTieni il gel in frigorifero d'estate: sulla pelle arrossata dal sole o dalle punture di zanzara la sensazione di fresco è immediata. Dopo l'apertura rispetta il periodo di utilizzo indicato sulla confezione (il simbolo del barattolo aperto).
Certificazioni e origine
Le diciture "bio" e "naturale" valgono quando c'è un ente certificatore (ICEA, Ecocert, CCPB, Cosmos). Alcuni produttori indicano anche l'origine dell'aloe, per esempio Canarie, Sicilia o Messico: è un'informazione utile per la trasparenza, non una garanzia di qualità in sé. I criteri con cui assegniamo i voti sono spiegati in come valutiamo.