Se in casa hai un vasetto di aloe, quasi certamente è lei: l'Aloe vera, chiamata anche Aloe barbadensis Miller, è la specie coltivata in tutto il mondo per la polpa delle foglie, la materia prima di gel, creme, doposole, succhi e integratori. Non è la più spettacolare del genere né la più resistente al freddo, ma è quella su cui esistono più studi, più norme e più prodotti. In questa scheda trovi come riconoscerla, come si usa con buon senso e come farla crescere bene anche sul balcone.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe vera (L.) Burm.f. |
| Sinonimi | Aloe barbadensis Mill., Aloe vulgaris Lam., Aloe perfoliata var. vera L. |
| Nomi comuni | aloe vera, aloe barbadensis, aloe di Curaçao; in inglese true aloe o medicinal aloe |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | probabilmente la Penisola arabica (secondo gli studi filogenetici); coltivata da secoli e naturalizzata in tutte le regioni calde, Mediterraneo compreso |
| Dimensioni | rosette senza fusto o con fusto molto breve, alte 60-80 cm circa, che formano cespi con i polloni |
| Fioritura | fine inverno e primavera; fiori tubulari gialli su uno stelo alto fino a circa 90 cm |
| Temperatura minima | circa 5 °C; il gelo danneggia le foglie in modo irreversibile |
| CITES | esclusa dalle Appendici: è l'unica specie del genere Aloe non soggetta alla convenzione |
Come riconoscerla
Le foglie sono lanceolate, spesse e piene di polpa, di colore verde grigiastro o verde glauco, disposte a rosetta e rivolte verso l'alto. I margini portano dentini chiari e poco pungenti, molto meno aggressivi di quelli dell'Aloe ferox. Le piante giovani e i polloni hanno spesso macchioline chiare che scompaiono con l'età: per questo una pianta piccola si confonde facilmente con le aloe maculate, come l'Aloe maculata.
Se tagli una foglia vedi due cose ben distinte: al centro un gel trasparente abbondante, appena sotto la buccia un liquido giallo che cola lentamente. I fiori, gialli e tubulari, pendono in un racemo denso e allungato. A differenza dell'Aloe arborescens, che si ramifica e diventa un arbusto con fiori arancio-rossi, l'Aloe vera resta una rosetta bassa che si allarga con i polloni.
Usi: gel, lattice e cosa guardare in etichetta
Il gel, per uso esterno
La polpa interna è l'ingrediente dei prodotti per la pelle: è composta soprattutto da acqua, con polisaccaridi (tra cui l'acemannano), zuccheri, minerali e piccole quantità di altre sostanze. Viene usata da secoli per rinfrescare e lenire la pelle dopo il sole, la rasatura o piccoli arrossamenti. Su questo uso tradizionale si basano i gel di aloe vera e i doposole all'aloe; per i casi pratici puoi leggere le voci su eritema solare e bruciature lievi. Prima dell'uso fai sempre una prova di tolleranza su una piccola zona: l'allergia è rara ma possibile, soprattutto se sei sensibile a cipolla, aglio o tulipani. Non applicarlo su ferite profonde, ustioni estese, infezioni o negli occhi.
Il lattice e l'aloina
Il liquido giallo sotto la buccia è il lattice dell'aloe, ricco di derivati idrossiantracenici come l'aloina. È amaro, irrita la pelle sensibile e per bocca ha un forte effetto lassativo. Un tempo era il "rimedio della nonna" per l'intestino pigro; oggi sappiamo che è meglio evitarlo (ne parliamo nella voce sulla stitichezza occasionale). Quando tagli una foglia della tua pianta, tienila in verticale e lascia scolare il liquido giallo finché smette di uscire, poi elimina la buccia.
Succhi e integratori
Dopo il parere dell'EFSA del 2018 sui derivati idrossiantracenici, il Regolamento UE 2021/468 ha vietato negli alimenti, integratori compresi, le preparazioni di foglie di aloe che contengono queste sostanze. I succhi e gli integratori in regola sono quindi fatti con gel filtrato o decolorato, privato dell'aloina. Anche così, non esistono in Europa indicazioni sulla salute autorizzate per l'aloe: ciò che leggi sulle confezioni è quello che dichiara il produttore. In gravidanza, in allattamento, per i bambini, se assumi farmaci (anticoagulanti, diuretici, ipoglicemizzanti, lassativi) o hai malattie croniche, chiedi prima al medico.
Cosa leggere in etichetta
- Posizione nell'INCI: nei cosmetici "Aloe Barbadensis Leaf Juice" o "Leaf Extract" in cima alla lista indica una quantità rilevante; in fondo, poco più che una presenza simbolica.
- Percentuale dichiarata: utile solo se il produttore spiega se si riferisce al gel puro o a un concentrato ricostituito.
- Per i prodotti da bere: la dicitura "decolorato", "senza aloina" o "privo di derivati idrossiantracenici".
- Profumi e alcol: se hai la pelle reattiva, meglio formule semplici.
- Certificazioni di filiera, come il marchio dell'International Aloe Science Council (IASC), che attesta qualità e quantità di aloe.
Trovi i prodotti confrontati con questi criteri nelle guide al succo di aloe vera e agli integratori di aloe.
Coltivazione
L'Aloe vera è facile, a patto di rispettare due regole: tanta luce e poca acqua. In Italia vive all'aperto tutto l'anno solo nelle zone costiere più miti del Sud e delle isole; altrove passa l'estate fuori e l'inverno al riparo.
- Esposizione. Sole pieno o luce molto intensa. Dopo l'inverno in casa abituala al sole gradualmente, altrimenti le foglie si scottano e diventano rossastre o marroni.
- Substrato. Un terriccio molto drenante: terriccio per cactacee oppure terriccio universale mescolato a metà con pomice, lapillo o sabbia grossa. Vaso di terracotta con foro di drenaggio.
- Acqua. In primavera ed estate annaffia a fondo solo quando il terriccio è completamente asciutto; in inverno quasi niente. Il ristagno è la prima causa di morte della pianta.
- Inverno. Sotto i 5 °C circa portala in un luogo luminoso e riparato, come una veranda non riscaldata o una finestra esposta a sud.
- Moltiplicazione. Stacca i polloni con qualche radice quando sono lunghi almeno una decina di centimetri, lasciali asciugare un giorno e invasali in terriccio asciutto.
Scegli una foglia esterna e ben sviluppata, tagliala alla base con un coltello pulito e mettila in verticale a scolare. Lava il gel prima di usarlo e conservalo in frigorifero per pochi giorni. Se vuoi una pianta già grande puoi partire da quelle in vendita nella guida alle piante di aloe.
Curiosità
Il nome barbadensis ricorda le Barbados: nei Caraibi la pianta fu coltivata in grande scala per secoli e il succo essiccato era noto in farmacia come "aloe di Curaçao". L'origine vera, però, sarebbe molto più a est: gli studi genetici collocano i parenti più stretti della specie nella Penisola arabica, accanto all'Aloe perryi di Socotra. Già Dioscoride, nel I secolo, descriveva l'aloe nella sua opera sulle piante medicinali.
Domande frequenti
Aloe vera e Aloe barbadensis sono la stessa pianta?
Sì. Aloe barbadensis Miller è un sinonimo: il nome corretto oggi è Aloe vera (L.) Burm.f. In etichetta, specie nei cosmetici, trovi ancora spesso "Aloe Barbadensis" perché è il nome usato nell'INCI.
Posso mangiare il gel della mia pianta?
Il gel ben separato dal lattice è usato anche in cucina, ma in casa è difficile essere certi di aver eliminato tutta l'aloina. Se vuoi assumere aloe per bocca è più sicuro scegliere un prodotto alimentare controllato e dichiarato senza aloina, sentendo prima il medico se sei in gravidanza, prendi farmaci o hai malattie croniche.
Perché le foglie diventano marroni o rossastre?
Di solito è stress: troppo sole dopo un periodo all'ombra, freddo o, al contrario, troppa poca acqua in piena estate. Foglie molli, trasparenti e scure alla base indicano invece marciume da eccesso d'acqua.
L'Aloe vera è pericolosa per cani e gatti?
Sì, se la mangiano: contiene saponine e antrachinoni che possono dare vomito e diarrea. Tienila fuori dalla loro portata e, in caso di ingestione, senti il veterinario.