La Aloe barberae, oggi Aloidendron barberae, è considerata la più grande delle aloe: in natura diventa un albero vero e proprio, con un tronco massiccio e una chioma fitta di rami biforcati, ognuno terminato da una rosetta di foglie verde scuro. Vive nelle boscaglie dell'Africa sud-orientale e nei giardini a clima mite è una pianta da grande effetto, a patto di sapere fin dall'inizio quanto spazio occuperà.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloidendron barberae (Dyer) Klopper & Gideon F.Sm. |
| Sinonimi | Aloe barberae Dyer, Aloe bainesii Dyer |
| Nomi comuni | Aloe albero; tree aloe (inglese); boomaalwyn (afrikaans); ikhala (xhosa) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Sudafrica orientale (Capo Orientale, KwaZulu-Natal, Mpumalanga), eSwatini e Mozambico meridionale |
| Dimensioni | Fino a 15 m di altezza e 90 cm di diametro del tronco secondo il SANBI; studi recenti citano esemplari fino a 20 m. In giardino resta molto più contenuta |
| Fioritura | In natura da maggio a luglio (inverno australe); fiori rosa salmone con la punta verde |
| Temperatura minima | Teme il gelo, soprattutto da giovane: indicativamente sopra 0 °C; gli adulti reggono brevi gelate leggere |
| CITES | Appendice II; a rischio minimo (Least Concern) secondo il SANBI |
Il cambio di nome
Descritta nel 1874 come Aloe barberae e per molto tempo conosciuta anche come Aloe bainesii, dal 2013 fa parte del genere Aloidendron, creato da Klopper e Smith per riunire le aloe arboree sulla base di studi molecolari. Nello stesso genere c'è l'albero faretra. Il nome della specie onora Mary Elizabeth Barber, naturalista e illustratrice botanica sudafricana dell'Ottocento.
Come riconoscerla
Da adulta è inconfondibile: un tronco grigio e liscio, che può diventare molto largo alla base, sostiene una chioma ramificata a ombrello, con rami che si dividono in due a ogni livello. Le foglie sono lunghe, strette, fortemente incavate a doccia e ricurve verso il basso, di un verde scuro brillante, con il margine dentato.
I fiori compaiono su racemi brevi e cilindrici sopra le rosette: in boccio hanno la punta verde, aperti sono di un caratteristico rosa salmone. Rispetto all'albero faretra ha foglie più verdi e lunghe, corteccia grigia anziché a scaglie dorate e fiori rosati anziché gialli. Da giovane, prima di ramificare, può ricordare altre aloe con fusto singolo come l'Aloe marlothii, che però ha foglie più larghe e spinose.
In giardino: dove sta bene in Italia
Nel suo areale cresce in zone senza gelate o con gelate rarissime, nella boscaglia costiera e nelle valli calde. In Italia le condizioni giuste si trovano lungo le coste della Sicilia, della Sardegna, della Calabria, della Campania e nella Riviera ligure di ponente, in giardini riparati dai venti freddi. Nei microclimi dei laghi e al centro-nord è una scommessa rischiosa: i giovani esemplari soffrono anche gelate brevi.
Prima di piantarla pensa allo spazio. Un'aloe arborea di queste dimensioni, con gli anni, ha bisogno di diversi metri liberi intorno, lontano da muri, grondaie, tubazioni e cavi. Vuole sole pieno o mezz'ombra luminosa. È perfetta come esemplare isolato in un prato asciutto, al centro di una grande aiuola mediterranea o come punto focale di un giardino esotico, accanto a palme, strelitzie e grandi agavi. La fioritura invernale offre nettare alle api quando il giardino ne ha poco.
Considera anche il vento. Con gli anni i rami, carichi di rosette pesanti e piene d'acqua, possono spezzarsi nelle raffiche più forti: nelle zone molto esposte scegli una posizione riparata, magari protetta da un edificio o da una siepe alta. Il tronco massiccio, invece, una volta che la pianta è ben radicata è molto stabile, e la corteccia liscia non richiede alcuna cura.
Coltivazione
- Terreno. A differenza di molte aloe del deserto, gradisce un terreno di medio impasto, ricco di humus ma ben drenato. Evita i ristagni e le conche dove l'acqua si ferma.
- Acqua. Annaffiature regolari in estate nei primi anni favoriscono la crescita; una volta adulta è tollerante alla siccità. In inverno lascia fare alle piogge.
- Protezione invernale. Nei primi anni di vita proteggila dal gelo con tessuto non tessuto o coltivala in vaso da ricoverare. Gli esemplari adulti e ben radicati sono più resistenti.
- Vaso. Da giovane cresce bene in un grande vaso, che ne rallenta lo sviluppo. Prima o poi, però, chiede la piena terra.
- Moltiplicazione. Molto semplice per talea: rami e porzioni di fusto, lasciati asciugare finché il taglio è cicatrizzato, radicano facilmente. Si riproduce anche da seme.
La potatura non serve; si possono togliere rami danneggiati dal vento o dal freddo, usando i pezzi sani come talee. Per scegliere un esemplare in vendita, leggi la pagina sulle piante di aloe da comprare.
Curiosità
Dall'incrocio tra Aloidendron barberae e albero faretra è nato un ibrido molto diffuso nei vivai di piante esotiche, venduto come Aloe 'Hercules': unisce la crescita vigorosa della barberae alla corteccia e al portamento compatto della dichotoma. Dove il clima lo permette, è spesso una scelta più semplice della specie pura. Le giovani piante di barberae, inoltre, possono impiegare anni prima di fiorire.
Domande frequenti
Quanto cresce in un anno?
In clima favorevole e con acqua in estate cresce più rapidamente di molte altre aloe arboree, ma i ritmi dipendono molto dal clima e dal terreno: in Italia è prudente pensare a una crescita lenta e costante.
Si può tenere in vaso per sempre?
Per diversi anni sì, in un contenitore grande e pesante. Col tempo diventa instabile e chiede la piena terra.
Il gel delle sue foglie si può usare?
No, è una pianta ornamentale e il lattice delle aloe è irritante. Per la pelle usa prodotti a base di Aloe vera. Tieni lontani cani e gatti dalle foglie cadute.