Poche piante grasse fanno girare la testa come l'Aloe polyphylla, l'aloe a spirale: una rosetta senza fusto in cui le foglie, larghe e grigio verdi, si dispongono in cinque file che ruotano attorno al centro con una regolarità quasi geometrica. Vive solo sulle montagne del Lesotho, nell'Africa australe, ed è una delle aloe più tutelate al mondo. Per molti collezionisti è il traguardo di una vita, ma è anche una pianta che mette alla prova: in natura cresce tra neve e nuvole, e il caldo umido delle estati italiane le sta stretto.
In questa scheda trovi come riconoscerla, come coltivarla in vaso senza perderla al primo agosto torrido e come comprarla in modo legale, visto che il suo commercio è regolato dalla Convenzione di Washington.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe polyphylla Schönland ex Pillans |
| Sinonimi | Nessuno di uso corrente |
| Nomi comuni | Aloe a spirale; spiral aloe (inglese); lekhala kharatsa (sesotho); kroonaalwyn (afrikaans) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Lesotho, monti Maluti, tra 2.000 e 2.500 metri circa, su pendii di basalto nella fascia delle nebbie |
| Dimensioni | Rosetta singola senza fusto, oltre 50 cm di diametro negli esemplari adulti, con circa 150 foglie |
| Fioritura | Primavera e inizio estate; fiori da rosso spento a rosa salmone, raramente gialli, su infiorescenze ramificate |
| Temperatura minima | In natura sopporta gelo e neve; in vaso regge il freddo se il substrato è asciutto, soffre di più il caldo umido |
| CITES | Appendice I |
Come riconoscere l'aloe a spirale
Il segno inconfondibile è la spirale di cinque file di foglie, ciascuna formata da una ventina o più di foglie sovrapposte. Nelle piantine giovani non si vede: le foglie sono disposte in modo ordinario e la pianta somiglia a tante altre aloe grigie e dentate. La spirale comincia a leggersi quando la rosetta supera i 20-25 centimetri e diventa spettacolare negli esemplari adulti. Può girare in senso orario o antiorario: in natura le due forme sono entrambe comuni, e molti appassionati cercano di averne una per verso.
Le foglie sono larghe, carnose, grigio verdi, con il margine dentato in modo irregolare e una punta acuta di colore bruno porpora. La pianta non ha fusto e di norma non produce polloni: ogni esemplare è una rosetta singola, anche se in natura più semenzali possono crescere vicini e formare piccoli gruppi. I fiori, tubolari, si raccolgono in capolini compatti su infiorescenze ramificate.
Da giovane può essere confusa con altre aloe sudafricane di montagna dalle foglie glauche, come Aloe glauca o Aloe pratensis, con cui è imparentata. Diffida degli annunci che offrono "polyphylla" di pochi centimetri, senza documenti e a prezzi da saldo: la specie si riconosce con certezza solo quando la spirale è formata.
Coltivazione in vaso
La regola d'oro è ricordare da dove viene: estati fresche e inverni asciutti, con le radici in una roccia che drena all'istante. In natura d'estate riceve piogge frequenti e nebbie, ma l'acqua scorre via tra i sassi; d'inverno può restare sotto la neve. In Italia dà più soddisfazioni al Nord, in collina e in montagna che nelle pianure afose o al Sud, dove il nemico principale è il caldo notturno di luglio e agosto.
- Vaso e substrato. Terracotta profonda, con fori ampi. Substrato molto minerale: pomice, lapillo e ghiaietto per almeno due terzi, con poco terriccio. Copri la superficie con ghiaia perché il colletto resti asciutto.
- Luce. Pieno sole in primavera e autunno. In estate, dove fa molto caldo, sole del mattino e ombra luminosa nelle ore centrali: un vaso esposto al sole del pomeriggio si surriscalda e cuoce le radici.
- Annaffiature. In primavera e in estate bagna con regolarità appena il substrato si asciuga in superficie, con acqua abbondante che defluisce subito. A differenza di molte aloe, non ama restare a secco per settimane in piena crescita. In autunno diradi, in inverno quasi nulla.
- Inverno. Regge il freddo e brevi gelate se il pane di terra è asciutto; il vero pericolo è il freddo bagnato. Su un balcone riparato dalla pioggia può restare fuori in buona parte d'Italia, altrimenti serve una serra fredda o un locale luminoso non riscaldato.
- Rinvaso. Ogni due o tre anni, in primavera, con delicatezza. Lascia asciugare per qualche giorno le radici spezzate prima di bagnare.
Il problema più frequente è il marciume del colletto, favorito da acqua stagnante e caldo. Tieni d'occhio anche la cocciniglia cotonosa, che si annida alla base delle foglie: si toglie con un cotton fioc imbevuto di alcol. La moltiplicazione avviene quasi solo da seme, perché la pianta non fa polloni: i semi germinano, ma le piantine crescono lentamente e servono anni per vedere la spirale.
Per collezionisti
L'aloe a spirale è iscritta nell'Appendice I della CITES, l'elenco delle specie per cui il commercio internazionale di esemplari prelevati in natura è vietato. In Sudafrica raccogliere piante o semi in natura è un reato, e lo è anche comprare dai venditori lungo le strade, che spesso offrono piante strappate dai pendii. Gli esemplari espiantati, tra l'altro, muoiono quasi sempre entro pochi anni: le popolazioni selvatiche sono in calo per la raccolta e per il pascolo eccessivo, e la specie è considerata in pericolo.
Puoi però acquistare legalmente esemplari riprodotti da seme in vivaio, con la documentazione prevista dalla normativa CITES e dal regolamento europeo sul commercio delle specie protette. Un venditore serio indica l'origine da coltivazione e sa fornire i documenti; conservali insieme alla pianta. In Italia i controlli spettano al Servizio CITES dei Carabinieri. Per orientarti tra vivai e negozi online guarda la nostra pagina sulle piante di aloe da comprare, e se cerchi una specie di montagna più facile valuta l'Aloe aristata, molto tollerante al freddo.
Curiosità
Il nome polyphylla significa semplicemente "dalle molte foglie". La spirale è l'esempio più vistoso di fillotassi fra le aloe, cioè dell'ordine geometrico con cui le foglie nascono attorno al centro della pianta: esiste in tutte, ma solo qui è così leggibile. La Royal Horticultural Society britannica le ha assegnato l'Award of Garden Merit, un riconoscimento che la dice lunga su quanto apprezzi i climi freschi.
Domande frequenti
Perché la mia Aloe polyphylla non forma la spirale?
Quasi sempre perché è ancora giovane: la spirale compare quando la rosetta supera i 20-25 centimetri di diametro, e possono servire diversi anni. Se la pianta è adulta ma cresce disordinata, controlla luce e annaffiature: con poca luce le foglie si allungano e la geometria si perde.
Si può coltivare in appartamento?
È sconsigliato. In casa ha poca luce e d'inverno troppo caldo, proprio quando avrebbe bisogno di un riposo fresco. Rende molto meglio su un balcone luminoso, riparato dalla pioggia invernale, o in una serra fredda.
Il suo gel si può usare come quello dell'aloe vera?
No. È una pianta da collezione, non una specie da gel, e tagliarne le foglie la rovinerebbe. Per l'uso cosmetico la specie di riferimento è l'Aloe vera. Ricorda anche che le aloe ingerite sono tossiche per cani e gatti.