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Aloe davyana Schönland

Aloe greatheadii davyana: l'aloe a macchie degli altipiani sudafricani

Bassa, maculata e resistentissima al freddo, colora di rosa le praterie del Sudafrica in pieno inverno: in patria se ne raccoglie la polpa ed è una risorsa preziosa per gli apicoltori.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Integratori, cosmetica e farmaceutica

Gruppo di rosette basse di Aloe greatheadii var. davyana con foglie verde chiaro a macchie bianche e spighe di fiori rosa in una prateria secca

Sugli altipiani del Gauteng, intorno a Johannesburg e Pretoria, in giugno e luglio intere colline si accendono di spighe rosa: è la fioritura dell'Aloe greatheadii var. davyana, oggi chiamata dai botanici semplicemente Aloe davyana. È un'aloe bassa, con foglie a macchie bianche, capace di sopportare gelate che ucciderebbero quasi tutte le altre. In Sudafrica la sua polpa viene raccolta anche per prodotti locali a base di gel ed è una delle piante più importanti per le api durante l'inverno.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe davyana Schönland, nome accettato da POWO dopo la revisione del 2020
SinonimiAloe greatheadii var. davyana (Schönland) Glen & D.S.Hardy, ancora molto usato in letteratura e nei vivai
Nomi comunispotted aloe (inglese); transvaalaalwyn e grasaalwyn (afrikaans); kgopane (tswana)
FamigliaAsphodelaceae
Originepraterie e bushveld delle province settentrionali del Sudafrica, Free State e nord del KwaZulu-Natal; comunissima nel Gauteng
Dimensionirosette senza fusto, singole o in gruppi fino a una quindicina; infiorescenza alta fino a 1,5 m con un massimo di 6 rami
Fioriturain pieno inverno australe, giugno e luglio; fiori da rosa pallido a rosso
Temperatura minimatra le aloe più resistenti al freddo: sopporta gelate di alcuni gradi sotto zero se il terreno è asciutto
CITESAppendice II

Come riconoscerla

Le foglie sono verde chiaro tendente al biancastro, leggermente striate e decorate sulla pagina superiore da macchie bianche allungate disposte a fasce; la pagina inferiore è senza macchie. I margini portano denti aguzzi marrone scuro. In inverno la metà superiore delle foglie si secca e si attorciglia: è normale e non va confusa con una malattia.

Fa parte del gruppo delle aloe maculate, come l'Aloe maculata, da cui si distingue per le infiorescenze più slanciate, con racemi conici e non appiattiti in cima. Spesso forma grandi popolazioni nei pascoli molto sfruttati, dove resiste meglio di altre piante.

Usi: gel, medicina popolare e api

Nella tradizione

Nelle comunità rurali sudafricane la linfa amara delle foglie è stata usata tradizionalmente su ferite, piaghe e piccole ustioni, e la pianta è citata anche per disturbi della pelle e dolori articolari. Le stesse fonti sottolineano che le prove scientifiche a sostegno sono molto scarse. Per la pelle valgono le regole di sempre: prova di tolleranza, niente ferite profonde o ustioni estese, e se il problema non migliora in pochi giorni senti il medico.

Il gel

La polpa interna viene raccolta in Sudafrica anche per prodotti a base di gel destinati soprattutto al mercato locale, e alcune università sudafricane ne hanno studiato la composizione e l'attività antiossidante in laboratorio. Sono ricerche preliminari, che non autorizzano promesse sulla salute. In Europa questa specie non è una materia prima diffusa: i prodotti che trovi in Italia sono quasi sempre a base di Aloe vera, come i gel di aloe vera della nostra guida. Come per tutte le aloe, il lattice giallo sotto la buccia non va ingerito.

Una pianta per le api

Per gli apicoltori del Highveld è una risorsa fondamentale: fiorisce quando quasi nient'altro è in fiore e gli apicoltori nomadi portano le arnie nelle grandi distese di aloe per far crescere le colonie con il suo polline e raccogliere miele dal nettare. Gli studi dell'Università di Pretoria hanno misurato un nettare diluito ma disponibile per tutto il giorno, più concentrato di quello di altre aloe.

La pianta viene usata anche per consolidare il terreno nelle aree degradate, per esempio sulle discariche minerarie.

Coltivazione

È una delle aloe più adatte a chi vive in zone con inverni freschi, purché il terreno resti asciutto.

  1. Esposizione. Sole pieno; in ombra le macchie sbiadiscono e la pianta si allunga.
  2. Terreno. Molto drenante: sabbia di fiume, un po' di compost e terra, con uno strato di ghiaietto in superficie.
  3. Acqua. Poca, soprattutto in inverno: la combinazione di freddo e umidità è l'unica cosa che teme davvero.
  4. Inverno. In piena terra può restare fuori dove le gelate sono brevi e il suolo non ristagna; in vaso proteggila dalla pioggia invernale.
  5. Moltiplicazione. Da seme, coperto da sassolini e tenuto al caldo; le piantine si trapiantano dopo un anno. Si possono anche radicare i polloni.

Altre specie rustiche per esterni le trovi nella guida alle piante di aloe e nella scheda dell'Aloe marlothii, che cresce negli stessi territori.

Curiosità

L'epiteto davyana ricorda il botanico Joseph Burtt Davy, che lavorò a lungo nel Transvaal. La storia dei nomi è complicata: per decenni la pianta è stata considerata una varietà di Aloe greatheadii, e alcune popolazioni un tempo incluse sono state poi riconosciute come specie a sé. Per questo nei testi trovi nomi diversi per piante molto simili.

Domande frequenti

Perché questa aloe ha due nomi?

Perché la classificazione è cambiata: per anni è stata Aloe greatheadii var. davyana, oggi molti database botanici la trattano come specie autonoma, Aloe davyana. Nei vivai trovi ancora soprattutto il nome vecchio.

Posso usare il gel della mia pianta sulla pelle?

Le foglie sono sottili e danno poca polpa, con molto lattice irritante. Meglio un gel di aloe vera in commercio, provato prima su una piccola zona.

Resiste al freddo del Nord Italia?

Sopporta il freddo meglio di quasi tutte le aloe, ma non il freddo umido. In pianura padana tienila in vaso al riparo dalla pioggia invernale, in un luogo luminoso.

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