Sugli altipiani del Gauteng, intorno a Johannesburg e Pretoria, in giugno e luglio intere colline si accendono di spighe rosa: è la fioritura dell'Aloe greatheadii var. davyana, oggi chiamata dai botanici semplicemente Aloe davyana. È un'aloe bassa, con foglie a macchie bianche, capace di sopportare gelate che ucciderebbero quasi tutte le altre. In Sudafrica la sua polpa viene raccolta anche per prodotti locali a base di gel ed è una delle piante più importanti per le api durante l'inverno.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe davyana Schönland, nome accettato da POWO dopo la revisione del 2020 |
| Sinonimi | Aloe greatheadii var. davyana (Schönland) Glen & D.S.Hardy, ancora molto usato in letteratura e nei vivai |
| Nomi comuni | spotted aloe (inglese); transvaalaalwyn e grasaalwyn (afrikaans); kgopane (tswana) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | praterie e bushveld delle province settentrionali del Sudafrica, Free State e nord del KwaZulu-Natal; comunissima nel Gauteng |
| Dimensioni | rosette senza fusto, singole o in gruppi fino a una quindicina; infiorescenza alta fino a 1,5 m con un massimo di 6 rami |
| Fioritura | in pieno inverno australe, giugno e luglio; fiori da rosa pallido a rosso |
| Temperatura minima | tra le aloe più resistenti al freddo: sopporta gelate di alcuni gradi sotto zero se il terreno è asciutto |
| CITES | Appendice II |
Come riconoscerla
Le foglie sono verde chiaro tendente al biancastro, leggermente striate e decorate sulla pagina superiore da macchie bianche allungate disposte a fasce; la pagina inferiore è senza macchie. I margini portano denti aguzzi marrone scuro. In inverno la metà superiore delle foglie si secca e si attorciglia: è normale e non va confusa con una malattia.
Fa parte del gruppo delle aloe maculate, come l'Aloe maculata, da cui si distingue per le infiorescenze più slanciate, con racemi conici e non appiattiti in cima. Spesso forma grandi popolazioni nei pascoli molto sfruttati, dove resiste meglio di altre piante.
Usi: gel, medicina popolare e api
Nella tradizione
Nelle comunità rurali sudafricane la linfa amara delle foglie è stata usata tradizionalmente su ferite, piaghe e piccole ustioni, e la pianta è citata anche per disturbi della pelle e dolori articolari. Le stesse fonti sottolineano che le prove scientifiche a sostegno sono molto scarse. Per la pelle valgono le regole di sempre: prova di tolleranza, niente ferite profonde o ustioni estese, e se il problema non migliora in pochi giorni senti il medico.
Il gel
La polpa interna viene raccolta in Sudafrica anche per prodotti a base di gel destinati soprattutto al mercato locale, e alcune università sudafricane ne hanno studiato la composizione e l'attività antiossidante in laboratorio. Sono ricerche preliminari, che non autorizzano promesse sulla salute. In Europa questa specie non è una materia prima diffusa: i prodotti che trovi in Italia sono quasi sempre a base di Aloe vera, come i gel di aloe vera della nostra guida. Come per tutte le aloe, il lattice giallo sotto la buccia non va ingerito.
Una pianta per le api
Per gli apicoltori del Highveld è una risorsa fondamentale: fiorisce quando quasi nient'altro è in fiore e gli apicoltori nomadi portano le arnie nelle grandi distese di aloe per far crescere le colonie con il suo polline e raccogliere miele dal nettare. Gli studi dell'Università di Pretoria hanno misurato un nettare diluito ma disponibile per tutto il giorno, più concentrato di quello di altre aloe.
La pianta viene usata anche per consolidare il terreno nelle aree degradate, per esempio sulle discariche minerarie.
Coltivazione
È una delle aloe più adatte a chi vive in zone con inverni freschi, purché il terreno resti asciutto.
- Esposizione. Sole pieno; in ombra le macchie sbiadiscono e la pianta si allunga.
- Terreno. Molto drenante: sabbia di fiume, un po' di compost e terra, con uno strato di ghiaietto in superficie.
- Acqua. Poca, soprattutto in inverno: la combinazione di freddo e umidità è l'unica cosa che teme davvero.
- Inverno. In piena terra può restare fuori dove le gelate sono brevi e il suolo non ristagna; in vaso proteggila dalla pioggia invernale.
- Moltiplicazione. Da seme, coperto da sassolini e tenuto al caldo; le piantine si trapiantano dopo un anno. Si possono anche radicare i polloni.
Altre specie rustiche per esterni le trovi nella guida alle piante di aloe e nella scheda dell'Aloe marlothii, che cresce negli stessi territori.
Curiosità
L'epiteto davyana ricorda il botanico Joseph Burtt Davy, che lavorò a lungo nel Transvaal. La storia dei nomi è complicata: per decenni la pianta è stata considerata una varietà di Aloe greatheadii, e alcune popolazioni un tempo incluse sono state poi riconosciute come specie a sé. Per questo nei testi trovi nomi diversi per piante molto simili.
Domande frequenti
Perché questa aloe ha due nomi?
Perché la classificazione è cambiata: per anni è stata Aloe greatheadii var. davyana, oggi molti database botanici la trattano come specie autonoma, Aloe davyana. Nei vivai trovi ancora soprattutto il nome vecchio.
Posso usare il gel della mia pianta sulla pelle?
Le foglie sono sottili e danno poca polpa, con molto lattice irritante. Meglio un gel di aloe vera in commercio, provato prima su una piccola zona.
Resiste al freddo del Nord Italia?
Sopporta il freddo meglio di quasi tutte le aloe, ma non il freddo umido. In pianura padana tienila in vaso al riparo dalla pioggia invernale, in un luogo luminoso.