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Aloe hereroensis Engl.

Aloe hereroensis: l'aloe glauca della Namibia dai fiori a testa

Rosette grigio-azzurre dai denti bruni e fiori da arancio a rosso raccolti in teste fitte: un'aloe del deserto che chiede sole, calcare e pochissima acqua.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Ornamentali di grande formato

Descrizione della foto: rosetta glauca di Aloe hereroensis con foglie grigio-azzurre dai denti bruni e infiorescenze dense arancio-rosse su un pendio sassoso

La Aloe hereroensis è un'aloe dei pendii aridi dell'Africa australe, dal nome della regione degli Herero in Namibia. Colpisce per il colore delle foglie, un grigio-azzurro molto glauco, cioè coperto da una pruina che le fa sembrare spolverate, e per le infiorescenze fitte, con i fiori raccolti in teste compatte e piatte. È una specie rustica nel senso della resistenza alla siccità, meno al freddo umido.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe hereroensis Engl.
SinonimiAloe orpeniae Schönland; Aloe hereroensis var. orpeniae (Schönland) A.Berger. Forma a fiori gialli: var. lutea A.Berger
Nomi comuniAloe degli Herero; sand aloe (inglese)
FamigliaAsphodelaceae
OrigineNamibia, Angola meridionale, Botswana e Sudafrica (Capo Settentrionale, North West, Free State), su pendii rocciosi aridi, spesso su suoli calcarei
DimensioniRosette alte 30-50 cm senza fiori, quasi senza fusto (fino a circa 1 m nelle piante vecchie); foglie lunghe 25-40 cm; infiorescenze fino a 1 m
FiorituraIn natura da giugno a settembre (inverno australe); fiori da arancio a rosso scarlatto, raramente gialli
Temperatura minimaTeme le gelate, soprattutto intense: indicativamente sopra 0 °C, brevi minime appena sotto zero solo all'asciutto
CITESAppendice II

Come riconoscerla

Le foglie, una trentina per rosetta, sono triangolari e allungate, erette e un po' incurvate verso l'interno. Il colore va dal grigio-verde al blu-grigio pruinoso, con leggere striature longitudinali; al sole forte si sfumano di rosa o di bronzo. La pagina superiore è di solito senza macchie, mentre quella inferiore porta piccole macchie biancastre a forma di H, sparse o disposte in fasce. Il margine è cartilagineo, con denti triangolari bruno-rossastri, appuntiti, lunghi 3-4 mm.

L'elemento più caratteristico è l'infiorescenza: da una a tre per rosetta, ramificate, con racemi densissimi e brevi, quasi a capolino, protetti da brattee secche sovrapposte. I fiori sono in genere arancio-rossi o scarlatti; la forma a fiori gialli, var. lutea, è segnalata in Namibia. Nelle fonti il colore dei fiori varia parecchio, e la specie si ibrida in natura con altre aloe: non stupirti se la tua pianta ha sfumature diverse.

Si distingue da aloe maculate come l'Aloe maculata per le foglie quasi senza macchie sulla pagina superiore e per il colore azzurrato; dall'Aloe capitata, anch'essa con fiori a testa, per l'origine (la capitata è malgascia) e per i fiori della capitata, di solito gialli.

In giardino: dove sta bene in Italia

È un'aloe da clima secco e luminoso. Le condizioni migliori le trova in Sicilia, in Sardegna, nelle isole minori e lungo le coste più asciutte del sud, dove gli inverni sono miti e le piogge non sono eccessive. In Liguria e sulle coste tirreniche cresce bene in un giardino roccioso molto drenato, in posizione esposta a sud. Altrove, è una bella pianta da vaso da ricoverare in inverno.

Il suo punto di forza è il colore glauco delle foglie, che spicca accanto a pietre chiare, ghiaia, agavi verdi, euforbie e piante a foglia argentea. Le rosette, non troppo grandi, si prestano anche a bordure asciutte e scarpate. Le infiorescenze arancio-rosse attirano api e bombi; nel suo ambiente vengono visitate anche dagli uccelli nettarivori.

In natura fiorisce nell'inverno australe, da giugno a settembre. Nei giardini del nostro emisfero le aloe di questo tipo tendono a spostare la fioritura invernale verso i nostri mesi freddi: è un bello spettacolo in una stagione povera di colori, ma significa anche che gli steli fiorali, la parte più delicata, vanno protetti nelle notti di gelo con un telo di tessuto non tessuto.

Coltivazione

  1. Terreno. Molto drenante e minerale. In natura vive spesso su suoli alcalini e già Reynolds, nella sua monografia sulle aloe, notava la sua preferenza per il calcare: un po' di ghiaino calcareo nel substrato le è gradito.
  2. Esposizione. Sole pieno all'aperto. In estate, se la coltivi in vaso in un luogo molto caldo, un po' di ombra nelle ore centrali evita scottature.
  3. Acqua. In estate annaffia a fondo solo quando il terreno è completamente asciutto; fiorisce meglio se riceve acqua regolare nella stagione di crescita. In inverno quasi niente.
  4. Freddo. Proteggila dalle gelate, soprattutto se il terreno è umido. In vaso, ricoverala in un luogo luminoso, fresco e asciutto.
  5. Moltiplicazione. Da seme o staccando i polloni che alcune piante producono alla base.

Come tutte le aloe da collezione, conviene acquistarla da vivai specializzati che la riproducono in coltivazione: trovi qualche indicazione nella pagina sulle piante di aloe.

Curiosità

L'areale dell'Aloe hereroensis si estende per oltre 1.400 chilometri, dall'Angola al Free State: un'ampiezza che spiega la variabilità di colori e forme che si trova tra una popolazione e l'altra. Il nome, che in italiano si rende con aloe degli Herero, ricorda gli Herero, popolo di allevatori della Namibia centrale. La specie fu descritta nel 1889 dal botanico tedesco Adolf Engler.

Domande frequenti

Di che colore sono i fiori dell'aloe hereroensis?

Di solito da arancio a rosso scarlatto; esiste anche una forma a fiori gialli. Il colore può variare tra una pianta e l'altra.

Resiste all'inverno all'aperto?

Solo dove le gelate sono rare, brevi e leggere, e con un terreno che non trattiene acqua. Altrove coltivala in vaso.

Ha usi per la pelle come l'aloe vera?

No, è una pianta ornamentale. Per la pelle il riferimento è l'Aloe vera. Tienila fuori dalla portata di cani e gatti.

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