A prima vista l'Aloe haworthioides non sembra nemmeno un'aloe: rosette di 3-5 centimetri, fitte di foglie sottili verde scuro, punteggiate di bianco e orlate di filamenti bianchi così morbidi da sembrare peli. Il nome lo dice: "simile a una Haworthia", il genere di piccole succulente sudafricane con cui viene facilmente confusa. Viene dagli altipiani del Madagascar centrale, è iscritta nell'Appendice I della CITES e ha una particolarità rara tra le aloe: i suoi fiori sono profumati.
Ecco come riconoscerla, come farla crescere in un vaso sul davanzale e cosa sapere per comprarla in modo legale.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe haworthioides Baker (1887) |
| Sinonimi | Aloinella haworthioides (Baker) Lemée; Lemeea haworthioides (Baker) P.V.Heath |
| Nomi comuni | Aloe simile a Haworthia; haworthia-leaved aloe (inglese) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Montagne del Madagascar centrale, nelle fessure di rocce quarzitiche o tra cuscini di piccole ciperacee |
| Dimensioni | Rosette di 3-5 cm di diametro, foglie lunghe fino a 4 cm; forma lentamente piccoli cuscini |
| Fioritura | Fine estate e autunno; fiori tubolari profumati, rosa pallido o arancio, su uno stelo sottile molto più alto della pianta |
| Temperatura minima | Non tollera il gelo; se prende freddo può perdere le radici. In inverno meglio sopra i 10 °C |
| CITES | Appendice I |
Come riconoscerla
Le foglie sono numerose, sottili, lanceolate e non rigide, di un verde scuro che a volte sfuma al bronzo. La pagina è cosparsa di piccoli tubercoli bianchi, e la punta termina con una setola. Il dettaglio inconfondibile è il margine, orlato da filamenti bianchi morbidi, quasi piumosi: sono spine modificate, ma al tatto non pungono affatto e danno alla rosetta un aspetto peloso.
La confusione con le Haworthia è comprensibile, e vale anche il contrario: certe Haworthia dalle foglie sfrangiate le somigliano molto. Il modo più sicuro per distinguerle è la fioritura: la Haworthia ha fiorellini bianchi a due labbra, l'Aloe haworthioides fiori tubolari rosa pallido o arancio, con gli stami sporgenti e un profumo delicato. Tra le aloe nane malgasce, l'Aloe descoingsii ha foglie più larghe, macchiate e senza "peli", con fiori a orciolo rossi. In commercio circolano anche ibridi fra le due specie, più vigorosi e facili.
Coltivazione in vaso
È una pianta minuta ma non particolarmente difficile, a patto di proteggerla dal freddo e dai ristagni. In Italia si coltiva in vaso: fuori nella bella stagione, dentro d'inverno.
- Luce. Davanzale molto luminoso, con sole filtrato. All'aperto, in primavera ed estate, mezz'ombra luminosa e riparo dal sole del pomeriggio.
- Vaso e substrato. Vasetto piccolo e basso, substrato molto drenante con pomice fine e poco terriccio. Una copertura di ghiaietto tiene asciutto il colletto.
- Annaffiature. In primavera ed estate quando il substrato è asciutto; in autunno sempre meno; in inverno pochissima acqua, solo per evitare che le foglie si raggrinziscano.
- Inverno. In casa o in serra temperata, lontano da spifferi freddi e dal vetro gelido delle finestre di notte: il freddo improvviso le fa perdere le radici.
- Moltiplicazione. Stacca le rosette laterali quando il cespo è maturo. Da seme fresco, coperto appena di sabbia fine, germina in fretta intorno ai 18 °C, e le piantine fioriscono in tre o quattro anni.
Come per tutte le miniature, il rischio principale è il marciume da troppa acqua: in un vasetto piccolo il substrato bagnato resta umido più a lungo di quanto sembri. Le cocciniglie cotonose amano nascondersi tra i filamenti bianchi del margine: controllale con una lente e rimuovile con un pennellino imbevuto di alcol.
Proprio perché è così piccola, conviene coltivarla da sola o con poche compagne di taglia simile, per non farla soffocare da piante più vigorose. Rinvasala ogni due o tre anni, in primavera, quando il cuscino di rosette ha riempito il vaso, e maneggiala con delicatezza: le radici sono sottili e le rosette si staccano facilmente. Un vaso di terracotta, che lascia asciugare il substrato in fretta, è la scelta più sicura.
Per collezionisti
L'Aloe haworthioides è in Appendice I della CITES, come le altre aloe nane del Madagascar più minacciate. Il commercio di esemplari selvatici è vietato; si possono acquistare piante riprodotte in coltivazione, con la documentazione richiesta dalle norme CITES e dal regolamento europeo. Diffida di piante senza origine dichiarata e conserva i documenti d'acquisto. Gli ibridi, più facili da trovare, di norma seguono le regole dell'Appendice II. Altre aloe nane per una piccola collezione sono l'Aloe rauhii e, tra le sudafricane più robuste, l'Aloe aristata; per gli acquisti vedi la pagina sulle piante di aloe.
Curiosità
Il profumo dei fiori è un'eccezione: la grande maggioranza delle aloe ha fiori inodori, pensati per attirare uccelli che si affidano alla vista più che all'olfatto. Per le sue particolarità, nel Novecento alcuni botanici l'hanno collocata in generi a parte, Aloinella e poi Lemeea, ma oggi è di nuovo considerata un'Aloe a tutti gli effetti.
Domande frequenti
I peli dell'Aloe haworthioides pungono?
No: i filamenti bianchi del margine sono morbidi al tatto. Restano comunque una pianta da non lasciare alla portata di cani e gatti, perché le aloe ingerite sono tossiche per loro.
Come la distinguo da una Haworthia?
Guarda i fiori: tubolari, rosa pallido o arancio e profumati nell'aloe, piccoli, bianchi e a due labbra nella Haworthia. Senza fiori, aiuta la setola in punta alla foglia e il margine sfrangiato di filamenti bianchi.
Perché ha perso le radici d'inverno?
Probabilmente per il freddo, magari unito al substrato umido. Pulisci la base, lasciala asciugare qualche giorno e rimettila in substrato asciutto e caldo: spesso riemette radici in primavera.