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Aloe succotrina Weston

Aloe succotrina: l'aloe del fynbos che porta il nome di un'isola lontana

Vive sulle scogliere intorno a Città del Capo, ma il suo nome rimanda a Socotra: storia di un equivoco, della resina amara e di una delle aloe più adatte ai giardini mediterranei.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Integratori, cosmetica e farmaceutica

Cespo denso di Aloe succotrina su una parete di arenaria, con foglie grigio-verdi, foglie secche violacee alla base e fiori rossi

Il nome trae in inganno: l'Aloe succotrina non ha niente a che fare con Socotra. È una specie del Capo Occidentale, in Sudafrica, che cresce sulle rupi della Penisola del Capo e della costa tra Kogelberg e Hermanus. Nel Settecento i botanici europei la credettero originaria dell'isola dell'Oceano Indiano da cui arrivava la famosa aloe da farmacia, e il nome le è rimasto. Oggi è apprezzata soprattutto in giardino, ma la sua storia è legata alla resina amara delle antiche spezierie.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe succotrina Weston (in molti testi attribuita a Lamarck)
SinonimiAloe purpurascens Haw., Aloe sinuata Thunb.
Nomi comunialoe del fynbos; in inglese fynbos aloe
FamigliaAsphodelaceae
Origineendemica del Sudafrica sud-occidentale: Penisola del Capo, Hangklip, Kogelberg ed Hermanus, su pareti rocciose e affioramenti di arenaria
Dimensioniforma cespi densi di 1-2 m di diametro, con fusti brevi e ramificati
Fioriturada giugno a settembre in natura (inverno australe); fiori rossi lucidi, a volte con apici verdastri
Temperatura minimaadatta al clima mediterraneo; sopporta al massimo gelate brevi e leggere, meglio se in terreno asciutto
CITESAppendice II; nella Lista Rossa sudafricana è a rischio minimo, ma soffre la raccolta illegale nei luoghi più accessibili

Come riconoscerla

Forma cespi densi e tondeggianti di molte rosette. Le foglie sono verdi o grigio-verdi, arcuate, con piccoli denti chiari sui margini. Il carattere più utile per riconoscerla da adulta è nelle foglie vecchie: seccandosi diventano di un viola intenso, ben visibile alla base dei cespi. Non a caso uno dei suoi sinonimi è Aloe purpurascens, "che diventa porpora".

In inverno produce racemi alti e cilindrici di fiori tubolari rossi e lucidi, visitati dalle nettarinie. In natura cresce spesso in alto sulle pareti rocciose, dove gli incendi stagionali del fynbos non arrivano.

Usi: la resina amara e la fitoterapia tradizionale

Nelle antiche farmacopee l'"aloe succotrina" era il succo delle foglie concentrato ed essiccato, una resina amara usata come lassativo e come ingrediente di elisir amari. Quel prodotto veniva in gran parte da Socotra, cioè dall'Aloe perryi, ma il nome finì per indicare anche la pianta del Capo. Come quasi tutte le aloe, anche la succotrina ha sotto la buccia un lattice giallo e amaro ricco di derivati idrossiantracenici; trattati di fine Ottocento la includono tra le piante medicinali.

Oggi non ha un uso commerciale significativo: il Cape aloe in commercio deriva soprattutto dall'Aloe ferox e dai suoi ibridi. Le cautele sono le stesse: il lattice è lassativo e irritante, in UE le preparazioni che lo contengono sono vietate negli alimenti e negli integratori (Reg. UE 2021/468), e non va mai assunto di propria iniziativa. Se ti interessa l'uso sulla pelle, il gel della specie più studiata è descritto nella scheda dell'Aloe vera.

Coltivazione

Vive in un clima con piogge invernali ed estati secche, molto simile a quello delle nostre coste: è quindi una delle aloe sudafricane che si adattano meglio ai giardini mediterranei.

  1. Esposizione. Sole pieno o mezz'ombra luminosa; ideale in un giardino roccioso o su un muretto.
  2. Terreno. Drenante e povero, anche acido o sabbioso come quello del fynbos; in vaso terriccio per succulente con pomice.
  3. Acqua. Le piogge invernali bastano in piena terra; d'estate qualche annaffiatura profonda, senza ristagni.
  4. Spazio. Lasciale posto: col tempo forma un cespo largo anche due metri.
  5. Moltiplicazione. Facile per talea o polloni, staccando una rosetta e lasciandola asciugare qualche giorno prima di piantarla; possibile anche da seme.

Altre specie robuste per esterni, come l'Aloe arborescens, sono nella guida alle piante di aloe.

Curiosità

È una delle aloe coltivate da più tempo in Europa: arrivò negli orti botanici olandesi già tra Seicento e Settecento, quando i naturalisti cercavano di capire da quale pianta venisse la preziosa aloe di Socotra. L'errore sull'origine fu chiarito solo molto più tardi.

Domande frequenti

Perché si chiama succotrina se non viene da Socotra?

Per un errore storico: nel Settecento si pensava che fosse la pianta da cui si ricavava l'aloe di Socotra, la più pregiata in farmacia. Il nome scientifico, una volta pubblicato, non si cambia.

Posso usarla sulla pelle come l'Aloe vera?

Non è consigliabile: ha poca polpa e molto lattice irritante. Per lenire la pelle usa un gel di aloe vera in commercio, dopo una prova su una piccola zona.

Le foglie viola sono un segno di malattia?

No, se sono quelle vecchie e secche alla base: è una caratteristica della specie. Un arrossamento di tutta la pianta indica invece stress da sole, freddo o sete.

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