Nelle savane di mopane della Namibia e dell'Angola la vedi da lontano: un fusto dritto, una rosetta di foglie grigio-verdi e un'infiorescenza a candelabro con tante spighe rosa erette. L'Aloe littoralis, chiamata anche aloe di Windhoek, è una delle grandi aloe arboree dell'Africa australe. Nella tradizione namibiana ha diversi usi popolari; nei giardini è un esemplare scenografico, ma delicato al freddo.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe littoralis Baker |
| Sinonimi | Aloe angolensis Baker, Aloe rubrolutea Schinz, Aloe schinzii Baker |
| Nomi comuni | aloe del mopane, aloe di Windhoek; mopane aloe, Windhoek aloe (inglese) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Angola, Namibia, Botswana, Zambia, Zimbabwe, Mozambico e Sudafrica (Limpopo); savane, boschi di mopane e depressioni sabbiose tra 200 e circa 1000 m |
| Dimensioni | fusto singolo alto 2-4 m, rivestito di foglie secche; foglie lunghe 30-65 cm, a volte fino a 90 cm; infiorescenza alta 1-1,5 m |
| Fioritura | varia con la zona: in Sudafrica soprattutto febbraio-marzo, in Namibia luglio-agosto; fiori rosa o rosso rosato con le punte giallastre |
| Temperatura minima | adatta a inverni secchi e miti; teme il gelo, soprattutto se accompagnato da umidità |
| CITES | Appendice II |
Come riconoscerla
Ha di solito un unico fusto robusto, coperto dalle foglie secche, con in cima una rosetta di 30-40 foglie grigio-verdi o giallo-verdi, che con la siccità si tingono di rossastro. I margini, gialli, portano denti rigidi marrone-rossiccio. Nelle depressioni sabbiose del Botswana settentrionale esistono anche popolazioni senza fusto.
Il tratto più caratteristico è l'infiorescenza molto ramificata, con fino a dieci rami e racemi eretti, stretti e cilindro-conici, di fiori rosa che sbiadiscono al giallo verso la punta. Le infiorescenze secche restano sulla pianta per mesi e aiutano a riconoscerla anche fuori stagione. Rispetto all'Aloe marlothii, che vive in parte degli stessi territori, ha foglie meno spinose sulle facce e racemi eretti invece che orizzontali.
Usi tradizionali
In Namibia la pianta fa parte della medicina popolare. Le fonti raccolte da PROTA e dalla stampa locale riportano che il succo delle foglie veniva messo negli occhi per vari disturbi, che un decotto acquoso delle foglie era ritenuto utile contro la malaria e le malattie veneree e che le foglie secche ridotte in polvere venivano applicate sulle ferite. Sono usi tradizionali senza prove scientifiche, e alcuni sono pericolosi: nessuna aloe va messa negli occhi, e malaria e infezioni sessualmente trasmesse richiedono diagnosi e terapia mediche.
Nelle fattorie gli allevatori mettevano pezzi di foglie negli abbeveratoi, convinti di proteggere il bestiame da zecche e pidocchi. Anche questo è un uso etnoveterinario tradizionale, non verificato; e per cani e gatti l'aloe ingerita è tossica. In Angola, dove la specie fu raccolta per la prima volta, gli usi locali sono poco documentati.
L'Aloe littoralis non è una materia prima per cosmetici o integratori in Europa. Se cerchi prodotti all'aloe, il riferimento è l'Aloe vera; per capire come si usano le aloe amare dell'Africa australe leggi le schede dell'Aloe ferox e dell'Aloe secundiflora.
Coltivazione
Vive con piogge estive e inverni secchi: in Italia è più a suo agio nelle zone costiere più calde e asciutte, o in un grande vaso.
- Esposizione. Sole pieno, posizione calda.
- Terreno. Sabbioso e drenante; in vaso terriccio per succulente con molta pomice.
- Acqua. Annaffiature in estate a terriccio asciutto, quasi nessuna in inverno: il freddo umido la fa marcire.
- Inverno. Riparo dal gelo e dalla pioggia; in vaso, ritirala in un luogo luminoso e fresco.
- Moltiplicazione. Da seme, perché di solito resta a fusto singolo senza polloni.
Per specie arboree più rustiche guarda l'Aloe arborescens e la guida alle piante di aloe.
Curiosità
Il nome littoralis, "della costa", è un piccolo paradosso: la specie vive soprattutto nell'interno, ma il primo esemplare descritto fu raccolto vicino alla costa dell'Angola, a nord di Luanda. Il nome comune "aloe del mopane" viene dagli alberi di mopane, tipici delle savane dove cresce.
Domande frequenti
Perché si chiama aloe di Windhoek?
Il nome comune richiama Windhoek, la capitale della Namibia: la specie è diffusa negli altipiani del centro del paese, dove è una delle aloe più vistose del paesaggio.
Si può coltivare all'aperto in Italia?
Solo nelle zone più miti e asciutte del Sud e delle isole, in terreno molto drenante. Altrove meglio in vaso, con riparo invernale.