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Aloe littoralis Baker

Aloe littoralis: l'aloe del mopane tra Angola e Namibia

Un fusto alto fino a quattro metri e un candelabro di spighe rosa: è l'aloe delle savane dell'Africa australe, usata da tempo nella medicina popolare della Namibia.

Redazione vera-aloe.com · 3 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Integratori, cosmetica e farmaceutica

Aloe littoralis con fusto singolo rivestito di foglie secche, rosetta grigio-verde e infiorescenza molto ramificata di spighe rosa nella savana

Nelle savane di mopane della Namibia e dell'Angola la vedi da lontano: un fusto dritto, una rosetta di foglie grigio-verdi e un'infiorescenza a candelabro con tante spighe rosa erette. L'Aloe littoralis, chiamata anche aloe di Windhoek, è una delle grandi aloe arboree dell'Africa australe. Nella tradizione namibiana ha diversi usi popolari; nei giardini è un esemplare scenografico, ma delicato al freddo.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe littoralis Baker
SinonimiAloe angolensis Baker, Aloe rubrolutea Schinz, Aloe schinzii Baker
Nomi comunialoe del mopane, aloe di Windhoek; mopane aloe, Windhoek aloe (inglese)
FamigliaAsphodelaceae
OrigineAngola, Namibia, Botswana, Zambia, Zimbabwe, Mozambico e Sudafrica (Limpopo); savane, boschi di mopane e depressioni sabbiose tra 200 e circa 1000 m
Dimensionifusto singolo alto 2-4 m, rivestito di foglie secche; foglie lunghe 30-65 cm, a volte fino a 90 cm; infiorescenza alta 1-1,5 m
Fiorituravaria con la zona: in Sudafrica soprattutto febbraio-marzo, in Namibia luglio-agosto; fiori rosa o rosso rosato con le punte giallastre
Temperatura minimaadatta a inverni secchi e miti; teme il gelo, soprattutto se accompagnato da umidità
CITESAppendice II

Come riconoscerla

Ha di solito un unico fusto robusto, coperto dalle foglie secche, con in cima una rosetta di 30-40 foglie grigio-verdi o giallo-verdi, che con la siccità si tingono di rossastro. I margini, gialli, portano denti rigidi marrone-rossiccio. Nelle depressioni sabbiose del Botswana settentrionale esistono anche popolazioni senza fusto.

Il tratto più caratteristico è l'infiorescenza molto ramificata, con fino a dieci rami e racemi eretti, stretti e cilindro-conici, di fiori rosa che sbiadiscono al giallo verso la punta. Le infiorescenze secche restano sulla pianta per mesi e aiutano a riconoscerla anche fuori stagione. Rispetto all'Aloe marlothii, che vive in parte degli stessi territori, ha foglie meno spinose sulle facce e racemi eretti invece che orizzontali.

Usi tradizionali

In Namibia la pianta fa parte della medicina popolare. Le fonti raccolte da PROTA e dalla stampa locale riportano che il succo delle foglie veniva messo negli occhi per vari disturbi, che un decotto acquoso delle foglie era ritenuto utile contro la malaria e le malattie veneree e che le foglie secche ridotte in polvere venivano applicate sulle ferite. Sono usi tradizionali senza prove scientifiche, e alcuni sono pericolosi: nessuna aloe va messa negli occhi, e malaria e infezioni sessualmente trasmesse richiedono diagnosi e terapia mediche.

Nelle fattorie gli allevatori mettevano pezzi di foglie negli abbeveratoi, convinti di proteggere il bestiame da zecche e pidocchi. Anche questo è un uso etnoveterinario tradizionale, non verificato; e per cani e gatti l'aloe ingerita è tossica. In Angola, dove la specie fu raccolta per la prima volta, gli usi locali sono poco documentati.

L'Aloe littoralis non è una materia prima per cosmetici o integratori in Europa. Se cerchi prodotti all'aloe, il riferimento è l'Aloe vera; per capire come si usano le aloe amare dell'Africa australe leggi le schede dell'Aloe ferox e dell'Aloe secundiflora.

Coltivazione

Vive con piogge estive e inverni secchi: in Italia è più a suo agio nelle zone costiere più calde e asciutte, o in un grande vaso.

  1. Esposizione. Sole pieno, posizione calda.
  2. Terreno. Sabbioso e drenante; in vaso terriccio per succulente con molta pomice.
  3. Acqua. Annaffiature in estate a terriccio asciutto, quasi nessuna in inverno: il freddo umido la fa marcire.
  4. Inverno. Riparo dal gelo e dalla pioggia; in vaso, ritirala in un luogo luminoso e fresco.
  5. Moltiplicazione. Da seme, perché di solito resta a fusto singolo senza polloni.

Per specie arboree più rustiche guarda l'Aloe arborescens e la guida alle piante di aloe.

Curiosità

Il nome littoralis, "della costa", è un piccolo paradosso: la specie vive soprattutto nell'interno, ma il primo esemplare descritto fu raccolto vicino alla costa dell'Angola, a nord di Luanda. Il nome comune "aloe del mopane" viene dagli alberi di mopane, tipici delle savane dove cresce.

Domande frequenti

Perché si chiama aloe di Windhoek?

Il nome comune richiama Windhoek, la capitale della Namibia: la specie è diffusa negli altipiani del centro del paese, dove è una delle aloe più vistose del paesaggio.

Si può coltivare all'aperto in Italia?

Solo nelle zone più miti e asciutte del Sud e delle isole, in terreno molto drenante. Altrove meglio in vaso, con riparo invernale.

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