L'Aloe variegata, chiamata aloe tigre o aloe petto di pernice, si riconosce al primo sguardo: foglie triangolari e ripiegate a V, sovrapposte in tre file regolari, con fasce bianche irregolari su fondo verde scuro. Dal 2014 il suo nome scientifico accettato è Gonialoe variegata, ma in commercio si trova quasi sempre con il vecchio nome. È una pianta compatta, adatta al vaso, che in primavera porta grappoli di fiori rosa corallo.
Ha però un punto debole che molti scoprono troppo tardi: l'acqua che ristagna tra le foglie. In questa scheda vediamo come evitarlo, insieme a tutto quello che serve per riconoscerla e coltivarla.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Gonialoe variegata (L.) Boatwr. & J.C.Manning (2014) |
| Sinonimi | Aloe variegata L. (1753) |
| Nomi comuni | Aloe tigre, aloe petto di pernice; tiger aloe, partridge-breast aloe (inglese); kanniedood (afrikaans) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Sudafrica (Karoo e zone aride delle province del Capo, Free State) e sud della Namibia, tra rocce e arbusti |
| Dimensioni | Altezza 20-30 cm; 18-24 foglie lunghe 10-15 cm; forma piccoli gruppi con i polloni |
| Fioritura | Fine inverno e primavera in coltivazione; fiori tubolari da rosa a rosso corallo |
| Temperatura minima | Circa 5 °C, sempre con il terriccio asciutto |
| CITES | Appendice II; Lista Rossa IUCN: a rischio minimo (Least Concern) |
Da Aloe a Gonialoe
Linneo la descrisse nel 1753 come Aloe variegata. Nel 2014, sulla base di analisi del DNA, i botanici Boatwright e Manning l'hanno spostata nel genere Gonialoe, insieme a due parenti stretti: Gonialoe dinteri, del nord della Namibia, e Gonialoe sladeniana. Il nome viene dal greco gonia, "angolo", per le foglie nettamente angolate. Lo stesso studio ha separato dalle aloe anche l'Aloe aristata, oggi Aristaloe. Per chi la coltiva non cambia nulla, e il nome Aloe variegata resta il più usato.
Come riconoscerla
Il tratto distintivo è la disposizione su tre file: le foglie si sovrappongono come le tegole di un tetto, formando una colonnina triangolare vista dall'alto. Ogni foglia è spessa, carenata sul dorso e incavata sopra, verde scuro con fasce bianche irregolari trasversali. Il margine è sottile, chiaro, finemente seghettato, e non punge. Con il tempo le foglie più vecchie, in basso, seccano e restano attaccate al fusto.
I fiori, rosa o rosso corallo, pendono da un'infiorescenza corta e robusta, più tozza di quella delle due specie sorelle. Difficile confonderla con altre aloe: la somiglianza più forte è con aloe nane maculate come l'Aloe maculata, che però ha foglie disposte a rosetta piana e margini armati di denti duri.
Coltivazione in vaso
In natura vive nelle zone aride del Karoo, spesso a mezz'ombra tra le rocce o sotto gli arbusti, su terreni sabbiosi che drenano subito. Da lì vengono le sue esigenze: luce intensa ma non necessariamente sole pieno tutto il giorno, poca acqua e mai ristagni.
L'incavo a V delle foglie raccoglie l'acqua e la porta dritta al centro della pianta. Bagna sempre il terriccio lungo il bordo del vaso, oppure per immersione, e mai dall'alto sulla rosetta. Se la tieni all'aperto, d'inverno mettila al riparo dalla pioggia.
- Luce. Posizione molto luminosa, con sole del mattino o filtrato; in piena estate evita il sole pomeridiano diretto, che arrossa e scotta le foglie.
- Substrato. Molto drenante: terriccio per succulente con almeno metà di pomice, lapillo o sabbia grossa. Vaso in terracotta, non troppo grande.
- Annaffiature. In primavera ed estate quando il terriccio è asciutto da qualche giorno; in autunno sempre meno, in inverno una volta al mese o niente se la pianta è al fresco.
- Inverno. Riparata, sopra i 5 °C circa e all'asciutto. In casa va bene un davanzale luminoso, meglio se in un locale poco riscaldato.
- Moltiplicazione. Produce polloni con facilità: staccali in primavera con un po' di radici, lasciali asciugare e invasali.
Oltre al marciume, i problemi più comuni sono la cocciniglia cotonosa, che si nasconde tra le foglie strette, e l'eccesso di sole dopo un inverno in casa: abitua la pianta alla luce piena in modo graduale.
Per collezionisti
È una specie comune in coltivazione e non minacciata in natura, ma resta tutelata dall'Appendice II della CITES come tutte le aloe: compra piante riprodotte in vivaio, che si trovano facilmente anche nei garden center. Gli appassionati la amano per l'interesse storico e per le forme a fasce molto marcate; una buona pianta in fiore, in un vaso basso di terracotta, è un piccolo pezzo da esposizione. Per l'acquisto dai un'occhiata alla nostra guida alle piante di aloe.
Curiosità
È una delle aloe con la storia più lunga in coltivazione: viene annotata nel diario della spedizione del governatore olandese Simon van der Stel nel Namaqualand, nel 1685, e già nel 1695 cresceva nel giardino della Compagnia olandese delle Indie Orientali a Città del Capo. Il nome afrikaans kanniedood significa "non può morire", in omaggio alla sua resistenza alla siccità. Nel 1993 ha ricevuto l'Award of Garden Merit della Royal Horticultural Society.
Domande frequenti
Perché la mia aloe tigre marcisce dal centro?
Quasi sempre per l'acqua rimasta nell'incavo delle foglie, soprattutto con il freddo. Annaffia solo il terriccio, mai la rosetta, e lascia asciugare bene il substrato tra un'annaffiatura e l'altra.
Aloe variegata e Gonialoe variegata sono la stessa pianta?
Sì. Gonialoe variegata è il nome scientifico accettato dal 2014; Aloe variegata è il nome con cui Linneo la descrisse ed è ancora il più diffuso in commercio.
Le foglie diventano rossastre: è un problema?
Di solito no: è la reazione a troppo sole o a un periodo di siccità. Se la pianta resta soda, basta spostarla in una posizione con un po' di ombra nelle ore calde.