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Aloe capitata Baker

Aloe capitata: l'aloe del Madagascar con i fiori raccolti a testa

Una rosetta grigio-azzurra dai denti affilati e, tra autunno e inverno, steli che terminano in teste rotonde di fiori gialli o arancio: un'aloe malgascia da collezione.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Ornamentali di grande formato

Descrizione della foto: Aloe capitata con rosetta di foglie grigio-azzurre sfumate di rosa e steli ramificati che terminano in teste rotonde di fiori giallo-arancio

La Aloe capitata è un'aloe del Madagascar che deve il nome alla sua infiorescenza: ogni ramo termina in una testa rotonda e compatta di fiori, come un piccolo pompon giallo o arancio. Vive sugli altopiani dell'isola e in coltivazione è apprezzata per la fioritura insolita e per le foglie che, con molta luce, si sfumano di rosa e porpora. Non è la più rustica del gruppo, ma nei giardini più miti d'Italia regala soddisfazioni.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe capitata Baker
SinonimiNessuno di uso comune. Varietà accettate da Kew: capitata, quartziticola H.Perrier, silvicola H.Perrier, angavoana J.-P.Castillon
Nomi comuniAloe capitata; in inglese spesso semplicemente capitata aloe
FamigliaAsphodelaceae
OrigineMadagascar, soprattutto altopiani centrali; la var. quartziticola cresce su quarziti tra circa 1.000 e 1.600 m di quota
DimensioniRosetta senza fusto o con fusto corto, di solito solitaria; infiorescenze fino a circa 80 cm, con 2-4 rami
FiorituraTardo autunno e inverno; fiori giallo o giallo-arancio in teste dense di 30 e più fiori
Temperatura minimaIndicativamente -1 °C per la forma tipica; la var. quartziticola è segnalata più resistente di qualche grado
CITESAppendice II

Come riconoscerla

Fuori fioritura è una rosetta di foglie carnose, grigio-verdi o verde-azzurre, larghe alla base e appuntite, con denti piccoli e taglienti sul margine. Al sole intenso e con un po' di stress le foglie si colorano di rosa, rosso cupo o porpora, mentre i denti si fanno bruno-rossastri. Di solito non produce polloni e resta solitaria.

La fioritura è la sua firma. Lo stelo si ramifica in due-quattro bracci, e ognuno porta un racemo cortissimo e fitto, quasi sferico: la classica infiorescenza a capolino, da cui il nome latino capitata, "con la testa". I boccioli sono spesso arancio su piccioli rossastri, e si aprono in fiori campanulati giallo-arancio. Anche l'Aloe hereroensis ha fiori in racemi densi, ma è africana continentale, ha foglie più glauche e fiori tendenzialmente rossi.

In commercio la var. quartziticola è la più diffusa: ha foglie più colorate, dal bluastro al rosso scuro, con il margine rosso e piccoli denti bruni, e una testa di fiori sferica lunga una decina di centimetri. Secondo i coltivatori tollera anche qualche grado di freddo in più rispetto alla forma tipica.

In giardino: dove sta bene in Italia

Viene dagli altopiani malgasci, con inverni secchi e freschi ma senza gelate importanti. In Italia può stare all'aperto tutto l'anno solo nelle zone più miti: coste della Sicilia e della Sardegna, isole minori, Calabria e Campania costiere, Riviera ligure di ponente nelle posizioni più protette. Nel resto del Paese è una pianta da vaso, da portare all'aperto da primavera ad autunno.

Vuole sole pieno, con un po' di ombra nelle ore più calde nelle estati torride. La fioritura invernale è il suo momento: le teste gialle e arancio spiccano in un periodo in cui il giardino è spoglio. Sta bene in un'aiuola di succulente insieme ad aloe dalle foglie verdi o rosse, come la Aloe cameronii, a sedum, echeverie e ghiaia chiara. I fiori sono visitati da api nelle giornate miti.

Coltivazione

  1. Terreno. Molto drenante: terriccio per succulente con almeno metà di pomice, lapillo o ghiaino. Le radici temono i ristagni più del freddo.
  2. Acqua. Moderata in primavera ed estate, sempre a terreno asciutto; tollera bene la siccità. In inverno, anche se è in fiore, annaffia pochissimo.
  3. Freddo. Indicativamente non sotto -1 °C per la forma tipica. Se la tieni fuori, copri la rosetta e lo stelo fiorale nelle notti fredde: i fiori sono la parte più delicata.
  4. Vaso. Rinvasa di rado, in primavera, in un vaso di terracotta poco più grande del precedente.
  5. Moltiplicazione. Poiché fa pochi polloni, si propaga soprattutto da seme, seminando nei mesi caldi.

La coltivazione in vaso pone un piccolo dilemma: per fiorire la pianta ha bisogno di luce e di un inverno fresco, ma i fiori si rovinano con il gelo. La soluzione migliore è una veranda non riscaldata, una serra fredda o un vano scala molto luminoso, dove la temperatura resti sopra lo zero. In casa, al caldo e con poca luce, cresce allungata e fiorisce di rado.

Per scegliere una pianta sana, magari della var. quartziticola, leggi la pagina sulle piante di aloe da comprare.

Curiosità

Il Madagascar ospita un gran numero di aloe endemiche, molte delle quali rare e protette in Appendice I della CITES. L'Aloe capitata, al contrario, è una delle specie malgasce più diffuse in coltivazione, proprio grazie alla sua fioritura spettacolare e alla relativa facilità di coltivazione.

Domande frequenti

Perché si chiama capitata?

Dal latino caput, testa: i fiori sono raccolti in racemi cortissimi e tondeggianti, simili a una testa.

Perché le foglie sono diventate rosse?

È una reazione alla luce intensa, al caldo o alla siccità ed è normale. Se però la pianta appare molle o raggrinzita, controlla le radici e le annaffiature.

Si può usare per la pelle?

No, è una pianta ornamentale. Per la pelle il riferimento è il gel di aloe vera. Come tutte le aloe, se masticata è tossica per cani e gatti.

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