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Aloidendron dichotomum (Masson) Klopper & Gideon F.Sm.

Aloe dichotoma (Aloidendron dichotomum): l'albero faretra

Tronco a scaglie dorate, rami che si biforcano come un candelabro e fiori gialli in pieno inverno: l'albero faretra è il simbolo dei deserti della Namibia.

Redazione vera-aloe.com · 5 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Ornamentali di grande formato

Descrizione della foto: albero faretra (Aloidendron dichotomum) con tronco a scaglie dorate e chioma arrotondata di rami biforcati in un paesaggio desertico roccioso

La Aloe dichotoma, oggi Aloidendron dichotomum, è l'albero faretra: un'aloe ad albero che domina i paesaggi aridi della Namibia e del nord-ovest del Sudafrica. Il nome viene dal greco e indica la ramificazione "tagliata in due": ogni ramo si divide in due, poi ancora in due, fino a formare una chioma arrotondata e regolare. È una delle piante più fotografate dell'Africa australe e, coltivata con pazienza, una presenza spettacolare nei giardini più caldi e asciutti d'Italia.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloidendron dichotomum (Masson) Klopper & Gideon F.Sm.
SinonimiAloe dichotoma Masson
Nomi comuniAlbero faretra; quiver tree (inglese); kokerboom (afrikaans)
FamigliaAsphodelaceae
OrigineNamibia centro-occidentale e meridionale, Capo Settentrionale in Sudafrica (Namaqualand e Bushmanland), su terreni rocciosi
DimensioniCirca 7 m di altezza secondo il SANBI, fino a 9 m secondo Kew; in coltivazione resta molto più bassa per decenni
FiorituraIn natura giugno e luglio (inverno australe); fiori giallo brillante con stami arancio
Temperatura minimaIndicativamente intorno a 0 °C; brevi gelate leggere solo con terreno asciutto
CITESAppendice II; nella Lista Rossa IUCN è indicata come vulnerabile (fonte Kew)

Perché oggi è un Aloidendron

Nel 2013 i botanici Ronell Klopper e Gideon Smith, sulla base di studi molecolari, hanno separato le aloe ad albero in un genere a sé, Aloidendron, cioè "aloe albero". Ne fanno parte, oltre all'albero faretra, la gigantesca Aloe barberae e poche altre specie arboree. La pianta è la stessa di sempre: cambia solo il nome scientifico, mentre nel linguaggio comune e nei vivai "Aloe dichotoma" resta il più usato.

Come riconoscerla

Il tronco è robusto e rivestito da una corteccia a scaglie di colore bruno dorato, che si sfalda in placche: bellissima da vedere, ma attenzione, i bordi delle scaglie sono taglienti. I rami, lisci e grigio chiaro, sono coperti da un sottile strato di polvere biancastra che riflette i raggi del sole e protegge la pianta dal surriscaldamento.

Le foglie, grigio-azzurre e lunghe una trentina di centimetri, sono strette, carnose, con piccoli denti sul margine, e formano rosette solo all'estremità dei rami. Nelle piante giovani sono disposte in file verticali, una caratteristica che sparisce con la crescita. I fiori, tubolari e giallo brillante, sono raccolti in brevi racemi ramificati sopra le rosette.

Si distingue dalla Aloe barberae per i fiori gialli (rosa salmone nella barberae), per la corteccia dorata a scaglie (grigia e liscia nella barberae) e per le foglie più corte e grigie. Un'altra parente, l'Aloidendron pillansii, è molto più rara ed è protetta in Appendice I della CITES.

In giardino: dove sta bene in Italia

L'albero faretra è una pianta da clima arido. In Italia le condizioni migliori si trovano nelle zone più calde e asciutte della Sicilia, della Sardegna meridionale, delle isole minori e di alcune coste del sud. In Liguria e sulle coste tirreniche può crescere in posizioni molto soleggiate e ben drenate, ma il nemico è la pioggia invernale insistente: il SANBI stesso nota che nelle zone più piovose del Sudafrica sopravvive solo se il terreno drena alla perfezione.

Scegli un giardino roccioso esposto a sud, un pendio sassoso o un'aiuola rialzata di ghiaia. L'impatto visivo è enorme anche quando la pianta è ancora piccola: il tronco tozzo e la chioma geometrica danno un'impronta desertica a tutto lo spazio intorno. Accostala a piante basse che non le facciano ombra: succulente tappezzanti, euforbie, graminacee da ghiaia. I fiori invernali, ricchi di nettare, in natura nutrono gli uccelli nettarivori; da noi sono una risorsa per le api nelle giornate miti.

Coltivazione

  1. Terreno. Sabbioso e minerale, con molto drenaggio. In vaso usa terriccio per succulente con abbondante pomice o lapillo e uno strato di ghiaia sul fondo.
  2. Acqua. Poca e solo nella stagione calda, sempre a terreno asciutto. In inverno, all'aperto, il problema è l'eccesso di pioggia: proteggila con una copertura trasparente sopra la chioma se l'autunno è molto piovoso.
  3. Freddo. Tollera solo brevi gelate leggere e sempre all'asciutto. Al centro-nord coltivala in un grande vaso e ricoverala in inverno in un ambiente luminoso e fresco.
  4. Vaso o piena terra. Cresce lentamente, quindi può restare in vaso per molti anni. Quando la metti a dimora, scegli il posto definitivo: le piante adulte mal sopportano i trapianti.
  5. Moltiplicazione. Da seme, in sabbia grossolana, oppure da talea di ramo lasciata asciugare almeno tre settimane prima di piantarla, come consiglia il SANBI.

Non va potata: i rami si biforcano da soli e la forma della chioma è parte del suo fascino. Per orientarti tra gli esemplari in vendita, consulta la pagina sulle piante di aloe.

Curiosità

Il nome di albero faretra viene dall'uso che ne facevano i San, popolo di cacciatori-raccoglitori: svuotavano i rami teneri e ne facevano faretre per le frecce, chiudendo un'estremità con un pezzo di pelle. Lo annotò già nel 1685 Simon van der Stel, governatore della colonia del Capo. Secondo Kew le radici sarebbero state impiegate anche nella medicina tradizionale locale: un uso etnobotanico, non un consiglio da seguire. I tronchi cavi delle piante morte, che si mantengono freschi all'interno, venivano usati come dispense naturali, e la chioma ospita i nidi di alcuni uccelli tessitori. Le piante possono superare gli 80 anni di età; i ricercatori sudafricani hanno documentato una contrazione del suo areale legata ai cambiamenti climatici.

Domande frequenti

Quanto cresce l'albero faretra in giardino?

Molto lentamente. Ci vogliono molti anni perché formi un vero tronco e cominci a ramificare; la fioritura arriva solo su piante ben sviluppate.

È legale comprare un'Aloe dichotoma?

Sì, se la pianta proviene da un vivaio che la riproduce in coltivazione. È in Appendice II della CITES: il commercio internazionale richiede documenti, e non si devono mai acquistare esemplari prelevati in natura.

Si può usare come l'aloe vera?

No. È una pianta ornamentale e non va usata su pelle o per bocca. Per la cura della pelle il riferimento è il gel di aloe vera. Come tutte le aloe, se masticata è tossica per cani e gatti.

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