L'Aloe humilis è un'aloe nana che sembra un piccolo riccio vegetale: rosette senza fusto di foglie strette, grigio verdi e incurvate verso il centro, coperte di tubercoli e spinette bianche morbide. Il nome latino significa "umile, bassa", e in effetti resta sempre rasoterra, allargandosi in cespi fitti di rosette. In Sudafrica la chiamano krimpvarkie-aalwyn, l'aloe riccio; gli inglesi anche spider aloe.
È una delle prime aloe arrivate nei giardini europei e ancora oggi una scelta sicura per un vaso sul davanzale o sul balcone, con fiori rosso scarlatto in primavera.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe humilis (L.) Mill. |
| Sinonimi | Aloe perfoliata var. humilis L.; Aloe virens Haw. e altri nomi storici |
| Nomi comuni | Aloe riccio; hedgehog aloe, spider aloe (inglese); krimpvarkie-aalwyn (afrikaans) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Sudafrica, province del Capo, dalla zona di Mossel Bay verso il Capo Orientale; suoli rocciosi e argillosi, spesso al riparo degli arbusti |
| Dimensioni | Rosette di 20-30 foglie lunghe circa 10 cm; cespi fino a 40 cm e oltre di diametro |
| Fioritura | Primavera; fiori tubolari scarlatti, più di rado arancio o gialli, su steli di 25-35 cm |
| Temperatura minima | Regge notti fresche se asciutta; in vaso meglio ripararla dal gelo |
| CITES | Appendice II |
Come riconoscerla
Le foglie, strette e lunghe una decina di centimetri, sono grigio verdi e cerose, prive di macchie, erette o leggermente incurvate. Su entrambe le facce, ma soprattutto su quella inferiore, porta tubercoli e spinette bianche morbide, sparse con densità diversa da pianta a pianta; il margine ha dentini bianchi altrettanto morbidi. L'insieme dà alla rosetta l'aspetto arruffato e irsuto che le ha valso il soprannome di riccio.
In fioritura produce uno stelo di 25-35 centimetri con una ventina di fiori tubolari lunghi circa 4 centimetri, di solito scarlatti. La specie è molto variabile: le piante del Capo Orientale sono in genere più minute di quelle occidentali, e in coltivazione circolano forme dai tubercoli molto marcati. Può ricordare Aloe longistyla, che però cresce di solito come rosetta singola e ha fiori con stili molto sporgenti, e l'Aloe aristata, che ha foglie verde scuro e una lunga setola in punta. Rispetto all'Aloe brevifolia ha foglie più strette e più fittamente tubercolate.
Coltivazione in vaso
In natura cresce spesso tra le pietre e sotto gli arbusti, su terreni che drenano bene. In vaso è indulgente, purché non resti mai con le radici nell'acqua.
- Luce. Molto luminoso, con sole del mattino o filtrato. Il sole pieno intensifica il colore azzurro e arrossa le punte; in estate proteggila dalle ore più calde.
- Substrato e vaso. Terriccio per succulente con abbondante pomice o lapillo, in una ciotola larga e bassa che accolga il cespo in espansione.
- Annaffiature. In primavera, quando cresce e fiorisce, bagna appena il terriccio si asciuga; in estate e in autunno con moderazione; in inverno pochissimo, solo per non far raggrinzire le foglie.
- Inverno. Al riparo da gelo e piogge, su un balcone coperto nelle zone miti o in casa vicino a una finestra luminosa.
- Moltiplicazione. Dividi il cespo in primavera o stacca le rosette laterali: radicano con facilità in substrato appena umido.
Il punto critico è il colletto sempre umido: nei cespi molto fitti l'acqua resta tra le rosette e favorisce marciumi. Lascia asciugare bene tra un'annaffiatura e l'altra e, se il cespo diventa troppo denso, diradalo. Le cocciniglie cotonose si nascondono volentieri tra i tubercoli: controlla la base delle foglie di tanto in tanto.
In appartamento sta bene su un davanzale esposto a sud o a ovest, ma soffre l'aria calda e secca dei termosifoni: in inverno scegli, se puoi, una stanza poco riscaldata. Sul balcone, dalla primavera all'autunno, cresce più compatta e con tubercoli più evidenti. Il concime non è indispensabile: basta una dose leggera per piante grasse una o due volte in primavera. Se vuoi un effetto da collezione, coltiva forme diverse una accanto all'altra: la variabilità di colore e di tubercolatura della specie si apprezza proprio nel confronto.
Per collezionisti
È disponibile nei vivai di piante grasse ed è spesso venduta in forme selezionate, con tubercoli più vistosi o rosette più compatte. Come tutte le aloe è tutelata dall'Appendice II della CITES, che consente il commercio di piante riprodotte in coltivazione: è a queste che devi rivolgerti, evitando qualsiasi esemplare di dubbia provenienza. Per affiancarla ad altre piccole aloe sudafricane, guarda l'aloe tigre e la nostra guida alle piante di aloe.
Curiosità
Linneo la descrisse a metà Settecento come una varietà di Aloe perfoliata, un nome collettivo sotto cui raggruppava diverse aloe allora note. Fu il giardiniere inglese Philip Miller a riconoscerla come specie a sé. Era dunque già coltivata nei giardini europei del Settecento, insieme ad altre piccole aloe portate dal Capo di Buona Speranza.
Domande frequenti
Le spine dell'Aloe humilis pungono?
No, tubercoli e dentini sono morbidi al tatto. È comunque meglio tenerla lontana da cani e gatti, perché le aloe ingerite sono tossiche per loro.
È adatta a chi comincia?
Sì: è robusta, piccola e si moltiplica da sola con i polloni. L'unico errore da evitare è annaffiarla troppo, soprattutto d'inverno e quando il cespo è molto fitto.
Quando fiorisce?
In primavera, dopo un inverno fresco e asciutto con molta luce. Se la tieni al caldo in casa per tutto l'inverno, è probabile che salti la fioritura.
Perché le rosette al centro del cespo marciscono?
Perché lì l'acqua evapora lentamente. Annaffia lungo il bordo del vaso, aumenta la quota di pomice nel substrato e dividi il cespo quando diventa troppo fitto.