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Aloe perryi Baker

Aloe perryi: l'aloe di Socotra che riforniva le farmacie del passato

Piccola, robusta e rara in coltivazione, è l'aloe endemica dell'isola di Socotra da cui per secoli arrivò l'aloe socotrina, la più pregiata delle farmacie antiche.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Integratori, cosmetica e farmaceutica

Rosetta di Aloe perryi con foglie spesse verde glauco sfumate di rosso tra rocce calcaree, con fiori rosso-arancio dalle punte gialle

Per secoli, quando un farmacista europeo parlava della migliore aloe, intendeva quella "di Socotra". La pianta da cui proveniva è l'Aloe perryi, una specie compatta che cresce solo sull'isola di Socotra e sulla vicina Samha, nell'Oceano Indiano, al largo dello Yemen. Oggi il suo ruolo commerciale è marginale, ma la sua storia aiuta a capire da dove nasce la fama dell'aloe come pianta medicinale.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoAloe perryi Baker
Sinoniminessuno di uso corrente; nella farmacia storica il prodotto era detto "aloe socotrina"
Nomi comunialoe di Socotra, aloe di Perry; in inglese Socotrine aloe, storicamente anche Bombay aloe e Turkey aloe, dai porti di smercio
FamigliaAsphodelaceae
Origineendemica di Socotra e Samha (Yemen), su terreni rocciosi e pavimenti calcarei dal livello del mare a circa 900 m
Dimensionirosetta di 12-30 foglie lunghe fino a 35 cm, su un fusto breve di solito singolo, lungo fino a circa 30 cm
Fioriturain estate secondo le fonti di coltivazione; fiori rossi o rosso-verdastri che virano al giallo all'apertura, su infiorescenze ramificate di 50-60 cm
Temperatura minimanon tollera il gelo; in inverno tenerla asciutta e al riparo, intorno ai 5-10 °C
CITESAppendice II; nella Lista Rossa IUCN è considerata quasi minacciata

Come riconoscerla

Le foglie sono lanceolate, spesse e carnose, di colore verde glauco o rossastro: il rosso si accentua nelle piante più esposte al sole e alla siccità. I margini portano dentini bruno chiari, piccoli e regolari. La rosetta è densa, a forma di stella, e solo a volte produce polloni.

Le infiorescenze sono erette e ramificate, con racemi cilindrici di fiori tubolari rossastri dalle punte gialle. Nel complesso ricorda una piccola Aloe vera, e non per caso: gli studi genetici collocano le due specie nello stesso gruppo di aloe arabiche.

Usi: la storica aloe socotrina

Dall'isola alle farmacie

Il prodotto commerciale era il lattice essiccato delle foglie, raccolto e concentrato in una massa scura e amara, usata soprattutto come lassativo e come ingrediente di elisir e preparati amari. Dall'isola arrivava ai porti dell'Arabia e dell'India e da lì in Europa, dove l'"aloe socotrina" era considerata la qualità migliore. Con il tempo il mercato si è spostato verso l'aloe dei Caraibi, ricavata dall'Aloe vera, e verso il Cape aloe ottenuto dall'Aloe ferox.

A complicare le cose c'è un equivoco di nomi: nel Settecento una specie del Sudafrica fu battezzata Aloe succotrina perché si credeva provenisse da Socotra. Quando leggi "aloe socotrina" in un vecchio testo, quindi, si parla quasi sempre del prodotto dell'isola, non della pianta del Capo.

Oggi

Sull'isola la pianta è ancora usata nella medicina popolare, in particolare il gel e il succo sulla pelle per piccole bruciature, tagli e irritazioni. Fuori da Socotra non è una materia prima rilevante. Le cautele restano quelle di tutte le aloe: il lattice contiene derivati idrossiantracenici lassativi e irritanti, che in UE non sono ammessi negli integratori (Reg. UE 2021/468), e non va mai assunto per bocca di propria iniziativa. Per la pelle, le alternative sicure e facili da trovare sono i gel di aloe vera in commercio.

Una specie da proteggere

Socotra è un arcipelago con moltissime piante che non esistono altrove. Pascolo, cambiamenti climatici e raccolta eccessiva minacciano alcune popolazioni di Aloe perryi: se la compri, scegli piante riprodotte da seme in vivaio e mai esemplari prelevati in natura.

Coltivazione

È una pianta da collezionisti, poco comune nei vivai. Si adatta bene al vaso perché resta compatta.

  1. Luce. Sole pieno, con un po' di ombra nelle ore più calde dell'estate.
  2. Substrato. Molto minerale e drenante: pomice, lapillo e un po' di ghiaietto calcareo, con poca parte organica.
  3. Acqua. Regolare ma solo a substrato asciutto da primavera a fine estate; quasi niente in inverno, quando può andare in riposo.
  4. Inverno. In casa o in serra luminosa, fresca e asciutta, intorno ai 5-10 °C: il fresco invernale favorisce la fioritura.
  5. Moltiplicazione. Da seme o, quando li produce, dai polloni.

Per partire con una specie più facile da trovare puoi guardare la selezione di piante di aloe.

Curiosità

Il nome ricorda Wykeham Perry, che inviò ai Kew Gardens gli esemplari di Socotra da cui John Gilbert Baker descrisse la specie nel 1880. Una leggenda molto citata racconta che Aristotele avrebbe consigliato ad Alessandro Magno di conquistare Socotra per assicurarsi l'aloe con cui medicare le ferite dei soldati: non ci sono prove storiche, ma dice bene quanto fosse pregiata. L'isola è famosa anche per l'albero del sangue di drago, Dracaena cinnabari.

Domande frequenti

Esistono prodotti a base di Aloe perryi?

In Europa praticamente no: i cosmetici e gli alimenti all'aloe sono fatti quasi sempre con Aloe vera, a volte con Aloe ferox o Aloe arborescens.

Si può coltivare in Italia?

Sì, ma in vaso: d'estate all'aperto al sole, d'inverno al riparo dal gelo, all'asciutto e in un ambiente fresco e luminoso.

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