Il nome dice già molto: ferox significa "feroce", per le spine che ne armano le foglie. L'Aloe ferox è una delle piante più importanti del Sudafrica, perché dal suo lattice amaro si ricava da oltre due secoli il Cape aloe, un tempo esportato in tutto il mondo come lassativo. Dalla polpa interna si ottiene invece un gel usato in cosmetica. In questa scheda trovi la differenza tra le due cose e il motivo per cui il lattice oggi non può stare negli integratori europei.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe ferox Mill. |
| Sinonimi | Aloe candelabrum A.Berger e altri nomi storici |
| Nomi comuni | aloe amara, aloe del Capo; bitter aloe, red aloe, Cape aloe (inglese); bitteraalwyn (afrikaans), iKhala (xhosa) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Sudafrica, dal Capo sud-occidentale al KwaZulu-Natal meridionale, angolo sud-orientale del Free State; Lesotho meridionale |
| Dimensioni | fusto singolo alto 2-3 m, rivestito dalle foglie secche; rosetta molto ampia |
| Fioritura | da maggio ad agosto in natura (inverno australe), in Italia in inverno; fiori da giallo-arancio a rosso vivo |
| Temperatura minima | intorno a 0 °C; le piante adulte in terreno asciutto sopportano brevi gelate leggere |
| CITES | Appendice II (è una delle aloe più commercializzate a livello internazionale) |
Come riconoscerla
È una pianta solitaria con un unico fusto eretto, avvolto da una "gonna" di foglie secche che la protegge dal caldo e dal fuoco. In cima porta una rosetta di foglie larghe, carnose, verde opaco o glauco, a volte con sfumature rossastre. I margini sono armati di spine rossastre e spesso ce ne sono anche sulle due facce della foglia: le piante giovani sono particolarmente spinose.
In inverno produce un'infiorescenza a candelabro, con diversi racemi eretti e densi di fiori tubulari arancio o rossi, più raramente gialli. Rispetto all'Aloe marlothii, che le somiglia, ha racemi diritti e non disposti quasi in orizzontale.
Usi: il Cape aloe e il gel
Come nasce il Cape aloe
La raccolta è ancora artigianale e quasi tutta da piante spontanee, nelle province del Capo Orientale e Occidentale. I raccoglitori tagliano alcune foglie basse lasciando la pianta in vita, poi le dispongono in cerchio con la parte tagliata verso il centro, sopra una buca foderata di plastica. Per qualche ora il lattice giallo amaro cola nella buca; viene poi bollito finché, raffreddandosi, diventa una massa scura, dura e lucida, chiamata Cape aloe o aloe lump. È un'attività che dà reddito a molte famiglie delle zone rurali, spesso a donne.
Le farmacopee definiscono il Cape aloe come il succo concentrato ed essiccato delle foglie di varie specie, principalmente Aloe ferox e i suoi ibridi, tra cui quelli con l'Aloe africana. Il suo uso tradizionale è quello di lassativo; si trova anche in alcuni amari alle erbe di tradizione mitteleuropea.
Perché il lattice non è ammesso negli integratori UE
Il lattice deve il suo effetto all'aloina e agli altri derivati idrossiantracenici. Nel 2018 l'EFSA ha concluso che per queste sostanze non è possibile indicare una dose giornaliera sicura negli alimenti, perché alcune (aloe-emodina ed emodina) hanno mostrato effetti genotossici in laboratorio e l'estratto di foglia intera non decolorato di Aloe vera ha dato tumori intestinali nei ratti. Da qui il Regolamento UE 2021/468, che vieta negli alimenti e negli integratori le preparazioni di foglie di aloe contenenti questi composti.
Diverso è il caso dei medicinali vegetali a base di Cape aloe: sono farmaci, con indicazioni, dosi e durata limitate e foglietto illustrativo, e si usano solo su consiglio di medico o farmacista. Se il tuo problema è l'intestino pigro, leggi la voce sulla stitichezza occasionale: acqua, fibre e movimento vengono prima di qualsiasi lassativo.
Il gel in cosmetica
La polpa interna, separata dal lattice, è usata in creme, lozioni e gel; in etichetta trovi diciture come "Aloe Ferox Leaf Extract" o "Leaf Juice". Per la pelle vale quello che vale per il gel di Aloe vera: può rinfrescare e lenire, va provato prima su una piccola zona e non si mette su ferite profonde, ustioni estese o negli occhi. Trovi esempi di prodotti nella guida alle creme all'aloe.
Coltivazione
È una pianta da giardino mediterraneo: in vaso cresce lentamente e resta a lungo una rosetta senza fusto, in piena terra diventa un esemplare architettonico.
- Esposizione. Pieno sole, posizione calda e ventilata.
- Terreno. Molto drenante, sassoso o sabbioso; in vaso terriccio per succulente con almeno metà di inerti (pomice, lapillo).
- Acqua. Moderata in estate, quasi nulla in inverno: il freddo umido è il vero nemico.
- Inverno. In piena terra solo dove le gelate sono rare e brevi; altrove in vaso, da riparare in un luogo luminoso.
- Moltiplicazione. Quasi solo da seme, perché la pianta non fa polloni. Ricorda che si ibrida facilmente con le aloe che fioriscono insieme a lei.
Se ti piace il portamento ad albero ma hai poco spazio, nella guida alle piante di aloe trovi alternative più compatte.
Curiosità
Il Cape aloe è considerato la pianta spontanea sudafricana più raccolta e commercializzata. Le foglie secche che restano attaccate al fusto non sono un difetto: proteggono la pianta dagli incendi della savana. I fiori ricchi di nettare attirano le nettarinie, piccoli uccelli simili ai colibrì.
Domande frequenti
Il Cape aloe è lo stesso succo di aloe vera che trovo al supermercato?
No. Il Cape aloe è il lattice amaro concentrato ed essiccato, con effetto lassativo; il succo da bere in regola è fatto con il gel interno, privato dell'aloina.
Una crema con Aloe ferox è sicura?
Nei cosmetici si usa il gel, non il lattice. Come per ogni prodotto nuovo, prova prima su una piccola zona di pelle e sospendi se compaiono rossore o prurito.
Posso coltivare l'Aloe ferox all'aperto in Italia?
Sì, nelle zone costiere e a inverno mite, in terreno molto drenante. Dove gela spesso tienila in vaso e riparala in inverno.