Una volta, contro l'intestino pigro, si usava il "succo amaro" dell'aloe: il lattice giallo che cola dalla foglia tagliata, dal forte effetto lassativo. È uno dei rimedi della nonna da lasciare nel passato. Questa voce del glossario è diversa dalle altre: serve a spiegare perché l'aloe per la stitichezza non è una buona idea fatta in casa.
Perché il lattice va evitato
Il lattice contiene aloina, che irrita l'intestino e può causare crampi, diarrea e perdita di sali minerali; usata a lungo, l'intestino si abitua e funziona peggio. Per questi rischi, dal 2021 l'Unione europea (Reg. UE 2021/468) non ammette l'aloina e i derivati idrossiantracenici negli integratori. Quindi niente foglia intera frullata, niente lattice, niente "succo" preparato in casa: è impossibile sapere quanta aloina resta. Ancora più rischioso in gravidanza, allattamento, nei bambini e per chi prende farmaci.
Cosa fare invece
I consigli di sempre restano i migliori: bere acqua, mangiare fibre e verdure (frutta, legumi, cereali integrali, prugne), muoverti ogni giorno e rispettare orari regolari. Il succo d'aloe in commercio è un'altra cosa: si ottiene dal gel decolorato senza aloina e non va usato come lassativo.
Senti il medico se la stitichezza dura più di qualche settimana, cambia all'improvviso le tue abitudini, si accompagna a dolore, sangue nelle feci o dimagrimento, e prima di usare qualsiasi lassativo in modo regolare.