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Kumara plicatilis (L.) G.D.Rowley

Aloe plicatilis (Kumara plicatilis): l'aloe a ventaglio del Capo

Foglie a nastro disposte come le stecche di un ventaglio, corteccia sugherosa e fiori scarlatti: un arbusto scultoreo che ama gli inverni piovosi, proprio come i nostri.

Redazione vera-aloe.com · 4 min di lettura · aggiornato il 23 ottobre 2026 · Ornamentali di grande formato

Descrizione della foto: arbusto di Kumara plicatilis con rami biforcati e ventagli di foglie grigio-verdi a nastro su un pendio roccioso

La Aloe plicatilis, oggi classificata come Kumara plicatilis, è l'aloe a ventaglio: un arbusto o piccolo albero sudafricano che porta le foglie in due file opposte, aperte come le stecche di un ventaglio. È una pianta molto riconoscibile, dall'aspetto quasi geometrico, e ha una caratteristica rara tra le aloe: in natura vive in una zona con piogge invernali, un clima di tipo mediterraneo molto simile a quello delle nostre coste.

Carta d'identità

VoceDati
Nome scientificoKumara plicatilis (L.) G.D.Rowley
SinonimiAloe plicatilis (L.) Mill.
Nomi comuniAloe a ventaglio; fan aloe, Franschhoek aloe (inglese); waaieraalwyn (afrikaans)
FamigliaAsphodelaceae
OrigineSudafrica, Capo Occidentale: montagne tra Franschhoek ed Elandskloof, nella vegetazione del fynbos
DimensioniDa 3 a 5 m di altezza in natura; foglie lunghe circa 30 cm e larghe circa 4 cm
FiorituraIn natura da agosto a ottobre (fine inverno e primavera australi); da noi di solito in primavera. Fiori scarlatti
Temperatura minimaSolo gelate leggere e brevi, indicativamente pochi gradi sotto lo zero
CITESAppendice II (nei documenti CITES compare spesso ancora come Aloe plicatilis)

Perché non si chiama più Aloe

Per oltre due secoli è stata Aloe plicatilis. Gli studi di filogenesi molecolare sul genere Aloe, pubblicati intorno al 2013, hanno però mostrato che alcune specie formano linee evolutive separate. I botanici hanno quindi ripristinato il vecchio genere Kumara, descritto dal tedesco Friedrich Kasimir Medikus nel 1786 (perché abbia scelto questo nome non si sa). Oggi il genere comprende due sole specie: la plicatilis e la più piccola Kumara haemanthifolia. Nei vivai e nelle ricerche online, comunque, il nome più usato resta quello vecchio.

Come riconoscerla

Difficile sbagliarsi. Le foglie sono a nastro, lunghe e strette, con la punta arrotondata, di colore grigio-verde opaco. Sono disposte in due file contrapposte su ogni ramo, a formare un ventaglio di foglie piatto: il nome plicatilis viene dal latino e significa "pieghevole", come un ventaglio che si apre e si chiude. Il margine è quasi liscio, con pochi dentini minuti solo verso la punta.

I fusti si biforcano più volte e sono rivestiti da una corteccia spessa e sugherosa, che con gli anni dà alla pianta l'aspetto di un piccolo albero contorto. Tra la fine dell'inverno e la primavera, da ogni ventaglio spunta un'infiorescenza semplice, un racemo cilindrico di fiori tubolari rosso scarlatto. Nessun'altra aloe coltivata ha questa combinazione di ventagli piatti e foglie a punta tonda; giovani piante di Aloe dichotoma hanno foglie disposte in file, ma sono più carnose, dentate e appuntite.

In giardino: dove sta bene in Italia

Il clima d'origine, con inverni piovosi ed estati secche, fa della Kumara plicatilis una candidata naturale per i giardini della Liguria, della Toscana costiera, della Campania, della Sicilia e della Sardegna. Nei microclimi dei laghi può riuscire in posizioni molto protette, ma è un azzardo: soffre il gelo prolungato. Al nord e nell'entroterra è una pianta da grande vaso da ricoverare in inverno.

Vuole sole pieno sulle coste e un po' di ombra luminosa nelle ore più calde nelle zone a estate torrida. Ha un forte impatto architettonico: da sola, al centro di un'aiuola di ghiaia o vicino a un muro chiaro, sembra una scultura. Si abbina bene a piante del fynbos e della macchia, come leucadendron, restio e cisti, e alle graminacee ornamentali. In natura i fiori sono visitati da api, coleotteri e uccelli nettarivori; da noi attirano soprattutto api e bombi.

Coltivazione

Il punto da non sbagliare: il terreno

A differenza di molte aloe, la Kumara plicatilis vive su sabbie acide di montagna. Preferisce un terreno acido e sabbioso (pH indicativamente tra 5,5 e 6,5) e molto drenante. Evita i terricci ricchi di calcare e l'acqua di irrigazione molto dura; in vaso usa un mix di terriccio acido, sabbia silicea e pomice.

  1. Acqua. Gradisce acqua in inverno e in primavera, quando cresce, purché il terreno dreni bene. In piena estate rallenta: annaffia poco e solo con terreno asciutto.
  2. Freddo. Regge solo gelate leggere e brevi. Nelle notti sotto zero proteggila con tessuto non tessuto; in vaso, ricoverala in un luogo luminoso e fresco.
  3. Nutrimento. Un velo di compost ben maturo come pacciamatura in autunno è sufficiente.
  4. Moltiplicazione. Si propaga per talea di ramo: taglia un ramo, lascialo asciugare finché la ferita si cicatrizza e interralo in terreno drenante. Cresce bene anche da seme.
  5. Potatura. Non serve. Puoi togliere gli steli fiorali secchi e, se vuoi contenerla, accorciare qualche ramo (che diventa una talea).

Cresce lentamente, quindi un esemplare già formato ha un valore notevole: se vuoi acquistarne uno, leggi i consigli della pagina sulle piante di aloe.

Curiosità

Nel suo ambiente la vegetazione brucia periodicamente, e la Kumara plicatilis sopravvive spesso agli incendi grazie alle foglie piene d'acqua e alla corteccia sugherosa che protegge i fusti. È valutata "a rischio minimo" (Least Concern) dal SANBI, perché conta numerose popolazioni.

Domande frequenti

Aloe plicatilis e Kumara plicatilis sono la stessa pianta?

Sì. Kumara plicatilis è il nome scientifico attuale, Aloe plicatilis quello storico, ancora molto usato nei vivai.

Si può tenere in casa?

Solo d'inverno e in un locale fresco e molto luminoso. Il caldo secco del riscaldamento e la poca luce la indeboliscono: appena le notti sono miti, riportala fuori.

Ha proprietà come l'aloe vera?

No, è una pianta ornamentale. Per i prodotti per la pelle il riferimento resta l'Aloe vera. Tienila lontana da cani e gatti che tendono a masticare le piante.

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