L'Aloe juvenna non sembra un'aloe come le altre: invece di una rosetta piatta forma tante colonnine erette, fitte di foglie corte e triangolari, verdi e punteggiate di crema, con i margini armati di dentini chiari. Gli anglosassoni la chiamano tiger tooth aloe, aloe dai denti di tigre. Cresce in fretta, si moltiplica con un niente e sta bene in vaso su un davanzale luminoso: è una delle aloe compatte più adatte a chi comincia.
Dietro questa piantina comune c'è però un piccolo giallo botanico: per anni nessuno sapeva da dove venisse.
Carta d'identità
| Voce | Dati |
|---|---|
| Nome scientifico | Aloe juvenna Brandham & S.Carter (1979) |
| Sinonimi | Nessuno di uso corrente |
| Nomi comuni | Aloe dai denti di tigre; tiger tooth aloe (inglese) |
| Famiglia | Asphodelaceae |
| Origine | Kenya sud-occidentale, una piccola area rocciosa vicino al confine con la Tanzania |
| Dimensioni | Steli ramificati alla base, alti 10-30 cm, eretti o ricadenti; forma cuscini che tappezzano il vaso |
| Fioritura | Nei mesi caldi; fiori tubolari rosa corallo su steli di solito non ramificati |
| Temperatura minima | Non sopporta il gelo; in vaso meglio non scendere sotto i 5 °C |
| CITES | Appendice II |
Come riconoscerla
La forma è la sua firma: steli corti e colonnari, ramificati dalla base, rivestiti di foglie triangolari, diritte e strettamente embricate, cioè sovrapposte l'una all'altra lungo tutto il fusto. Le foglie sono verde brillante, con macchie bianco crema su entrambe le facce, e il margine porta dentini chiari che da lontano danno alla pianta un aspetto quasi lanuginoso, anche se non ha peli. Sotto il sole estivo forte il verde vira al bronzo e al bruno rossastro, per poi tornare verde con meno luce.
Viene spesso confusa con Aloe squarrosa, dell'isola di Socotra, che però ha poche foglie più lunghe, ricurve all'indietro e concentrate in cima agli steli. Se cerchi un'aloe che si allunga in fusti, ma di taglia molto maggiore e capace di arrampicarsi, guarda l'Aloe ciliaris.
Coltivazione in vaso
È una pianta generosa e poco esigente. Viene da una zona a clima caldo e senza gelo, quindi in Italia va considerata da vaso, da portare al riparo d'inverno quasi ovunque.
- Luce. Da mezz'ombra luminosa a pieno sole. Più luce riceve, più si colora di bronzo e rosso; in estate, al Sud, meglio evitare il sole delle ore centrali sul vaso.
- Substrato. Terriccio per piante grasse con pomice o lapillo. Funzionano bene vasi larghi e bassi o ciotole, dove gli steli possono allargarsi e ricadere.
- Annaffiature. Regolari in primavera ed estate, quando il terriccio è asciutto; quasi nulle in inverno. Il drenaggio deve essere perfetto.
- Inverno. Davanzale luminoso in casa o veranda fresca, sopra i 5 °C circa e all'asciutto. Con poca luce gli steli si allungano e si piegano: è normale, li sistemerai in primavera.
- Moltiplicazione. Basta tagliare un pezzo di stelo, lasciarlo asciugare qualche giorno finché la ferita cicatrizza e appoggiarlo su substrato appena umido: radica in poche settimane.
Con gli anni gli steli più lunghi tendono a coricarsi e a spogliarsi alla base. Il rimedio è rinnovare la pianta per talea: si tagliano le cime più belle e si ripianta tutto in un vaso nuovo. Attenzione ai marciumi da eccesso d'acqua, soprattutto d'inverno, e alla cocciniglia cotonosa che si infila tra le foglie strette.
Per la sua crescita ordinata è perfetta nelle composizioni di succulente in ciotola, accanto a piante con esigenze simili di luce e acqua: le colonnine verdi e punteggiate fanno da contrasto a rosette grigie o azzurre come quelle dell'Aloe brevifolia. Ricorda solo che si espande in fretta: ogni anno conviene accorciare gli steli che invadono le piante vicine. Sul balcone, d'estate, sta bene anche in un vaso sospeso, da cui i fusti più lunghi ricadono con un effetto naturale.
Per collezionisti
Paradossalmente, una delle aloe più diffuse nei vivai è rarissima in natura: sopravvive in una porzione minuscola di territorio in Kenya. Tutte le piante in commercio derivano dalla coltivazione, e il commercio è consentito nel quadro dell'Appendice II della CITES. Non ha senso cercare esemplari "selvatici": scegli piante da vivaio sane e ben colorate. Per altre aloe a foglie punteggiate, adatte al vaso, confrontala con l'Aloe rauhii del Madagascar, più delicata, e con la tanzaniana Aloe dorotheae, che al sole si tinge di rosso.
Curiosità
Il nome è nato da un equivoco. Le prime piante, coltivate in Sudafrica senza dati di provenienza, erano così piccole da essere scambiate per giovani esemplari di un'altra aloe ed etichettate come "juvenile". Da quell'etichetta deriva juvenna, nome pubblicato ufficialmente nel 1979. Analisi dei cromosomi avevano mostrato che è una specie tetraploide, con il doppio dei cromosomi delle altre aloe, e suggerivano un'origine nell'Africa orientale. Solo nel 1982 una spedizione trovò poche piante selvatiche su una piccola cresta rocciosa nel sud-ovest del Kenya, confermando che si tratta di una vera specie e non di un ibrido.
Domande frequenti
Perché la mia Aloe juvenna si allunga e si piega?
Per mancanza di luce, soprattutto d'inverno in casa. Spostala in una posizione più luminosa e, in primavera, accorcia gli steli più lunghi usando le cime come talee.
Le foglie sono diventate marroni: è malata?
Se sono sode, è solo l'effetto del sole forte, che fa virare il verde al bronzo. Se invece sono molli o annerite alla base, è marciume da eccesso d'acqua: sospendi le annaffiature e controlla le radici.
Si può tenere sempre all'aperto?
Solo dove d'inverno non gela, per esempio in alcune zone costiere molto miti, e comunque al riparo dalla pioggia. Altrove va ritirata in autunno.